giovedì 30 luglio 2015

Pollo all'aglio




Una ricetta spagnola, semplice e stuzzicante






POLLO ALL'AGLIO


Un pollo tagliato a pezzi
8 spicchi d'aglio se possibile nuovo
Una manciata di foglie di basilico
1/2 limone
Olio
Sale pepe
Un bicchiere di vino bianco
Brodo di pollo q.b.
Farina







 Lavare ed asciugare i pezzi di pollo, infarinarli leggermente e porli in una casseruola con olio caldo, che li contenga in un solo strato. Farli rosolare da entrambi i lati, salare e pepare. unire gli spicchi d'aglio puliti e il basilico spezzettato, fare insaporire. Aggiungere il vino e il succo del limone, se piace.
Fare sfumare, quindi incoperchiare e cuocere per circa 40' aggiungendo del brodo caldo se asciugasse troppo, deve risultare una salsina densa.
A questo punto si possono lasciare gli spicchi interi oppure, come ho fatto io, schiacciarli con la forchetta fino a formare una cremina densa.
L'aglio perde in cottura la sua aggressività per lasciare un aroma piacevole che ben si abbina alla carne dolce del pollo
Per i miei gusti il succo del limone sovrasta troppo gli altri ingredienti, la prossima volta limiterò la dose oppure non lo userò affatto
Nadia 

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domenica 26 luglio 2015

Ciao Nonna Ibidi!

Lei e solo lei poteva spodestare la diciottenne, splendida nipote alla sua festa.
Altera, nel suo abito da chiromante, perfettamente a suo agio con un fez da zingara sui capelli, i lunghi guanti di pizzo che scoprivano le dita sottili a maneggiare i misteriosi tarocchi sotto la sua tenda. Per oltre quattro ore, la Chiromante con la sue carte ha tenuto banco su una folla di adolescenti, nati e cresciuti nell'era di Internet. E quando, stremata ha abbandonato la sua tenda il brusio di scontento ha accompagnato la sua buonanotte.
Perchè lei era così quando passava. Una protagonista assoluta, la Regina della festa dove tutti al suo cospetto diventavano pallide comparse. Prepotente e saccente, testarda e cocciuta, vitale fino allo stremo di tutti coloro che la circondavano...amatissima e adorata sempre da tutti...una farfalla meravigliosa che oggi si è stancata di volare.
Ci mancherai tanto, cara Nonna Ibidi. Riposa tranquilla e grazie per le tue Sacher, i tuoi ripieni, i tuoi piatti..e anche perchè grazie a te noi abbiamo la amica più cara, la più generosa, la migliore di tutte noi. Ti abbracciamo Vittoria.
 
Miriam, Bea, Nadia e Paola
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giovedì 9 luglio 2015

Key lemon more lamponi e fragole

















Un dolce fresco e facile da servire freddo.
La combinazione dei frutti di bosco può essere cambiata a piacimento ma io ho trovato questa particolarmente piacevole, lievemente acidula contrasta con la dolcezza della crema

Key lemon ai frutti di bosco

Per il crumble:
130 g burro
120 g zucchero di canna
200g farina
70 g farina di mandorle
un pizzico di sale
un cucchiaino di vaniglia in polvere

Per il ripieno:
5 tuorli
250 g latte condensato
la scorza di tre limoni non trattati
il succo di 1/2 limone
350/400 g di frutti di bosco, per me fragole lamponi e more

Per decorare fettine limone, qualche lampone e zucchero a velo

Amalgamare nell'impastatrice gli ingredienti per il crumble fino ad ottenere delle grosse briciole, disporle sul fondo di una teglia quadrata cm 24, imburrata e foderata di carta forno, lo spessore dovrebbe essere circa un cm.  Porre in frigo per un'ora. Intanto riscaldare il forno a 160°, introdurre la teglia e cuocere 10'/12'
Preparare la crema. Montare i tuorli con le zeste di limone nella planetaria, unire il latte condensato e il succo di limone. Lavare i frutti di bosco ed asciugarli, disporli sopra il crumble e coprire con la crema preparata. Infornare a 160° per circa 40', se dovesse scurire troppo in superficie coprire con dell'alluminio. Sfornare, fare raffreddare e porre in frigorifero per qualche ora. Servire cosparso di zucchero a velo e decorato a piacere. Volendo si può servire tagliato a quadrotti per una piacevole merenda

Note: come ho detto è un dolce molto piacevole ma nonostante abbia ridotto la quantità del crumble rispetto alla ricetta originale,  per il mio gusto,  lo spessore del crumble è ancora troppo alto rispetto alla crema, ridurrei ancora le dosi. L'ho provato con altra frutta ma secondo me questa è la combinazione ideale
Nadia

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venerdì 3 luglio 2015

Cheese cake pistacchio e crema di torrone (per questa volta!)

Questo tipo di dolce lo preparo spesso d'estate. La sua caratteristica è la versatilità degli ingredienti, che devono rispettare solo le quantità necessarie affinché, dopo qualche ora in frigo, il dolce si possa affettare. Non richiede cottura ed è semplicissimo, quasi una non ricetta.


Cheesecake pistacchio e crema di torrone
Per la base:
200 gr. di biscotti secchi
80 gr. di burro fuso.

Si parte tritando i biscotti e fondendo il burro. Versare la farina di biscotti nel burro, mescolare bene e con questo composto ricoprire il fondo di una tortiera con bordo sganciabile. Mettere in frigo per almeno mezz'ora.
E' la classica base per la cheese cake. I biscotti classici sarebbero i classici Digestive, ma io preferisco usare biscotti secchi i cui ingredienti non contengano olio di palma. Ho usato i biscotti Osvego Gentilini, nella cui lista degli ingredienti compare come grasso usato il burro. Tengo a precisare che la scrivente, così come il Blog non fanno pubblicità a nessuna azienda. Trattasi di scelte personali.

Per il ripieno:
350 gr. di ricotta
120 gr. di yogurt al pistacchio (un vasetto)
120 gr. di zucchero 
20 gr. di liquore crema di torrone
8 gr. di colla di pesce

Ammollare la colla di pesce in acqua fredda. Versare lo zucchero in una terrina e aggiungere la ricotta e mescolare bene fino a quando lo zucchero è bene incorporato. Quindi versare lo yogurt e mescolare bene. Scaldare il liquore crema di torrone e incorporare la colla di pesce ben strizzata. Spegnere il fuoco e mescolare fino a che sia ben sciolta. Versare il composto nella tortiera e riporre in frigo fino a quando rassoda. Ci vorrà circa un'ora.
E qui vorrei dire che la cheese cake può avere diversi ingredienti che variano a seconda della consistenza e sapore che si vuole dare alla torta. Quindi possiamo aggiungere ai 350 gr, di ricotta:
- 150 gr. di ricotta
- 150 gr. di panna montata
- 150 gr. di philadelpia
-150 gr. di mascarpone
oppure usare gli ingredienti sopra diminuendo o aumentando le dosi a seconda dei latticini scelti. Anche gli aromi possono variare a seconda dei gusti. Si può usare un liquore diverso, o succo di limone o vaniglia. Oppure lo yogurt che può essere di diversi gusti o anche naturale.

Per il topping:
un vasetto di yogurt al pistacchio
30 gr. di crema di torrone
4 gr. di colla di pesce
lamelle di mandorle.

Ammollare la colla di pesce in acqua fredda. Mescolare lo yogurt con il liquore crema di torrone, prenderne una piccola parte, scaldarla per un minuto e  incorporare la colla di pesce ben strizzata. Spegnere il fuoco e mescolare fino a che sia ben sciolta. Versare il composto nella tortiera e riporre in frigo fino a quando rassoda. Io dopo dieci minuti ho aggiunto le mandorle a lamelle. 
Anche il topping può variare a seconda dei gusti. Può essere di solo yogurt, o di frutta frullata o di crema ..insomma anche qui la fantasia non ha limiti
Dopo circa tre/quattro ore il cheese cake è pronto per essere servito


Buona giornata
Miriam
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giovedì 25 giugno 2015

BRABURGER ALLA STAZIONE DEL TRENO PER L’MTC 49

Di Vittoria

Questo mese la sfida dell'MTChallenge, lanciata da Arianna di Saparunda’s Kitchen, ha come tema...nientepopodimenoche.........
 
The American Burger!!!!
 
 

E non parliamo di prodotti da grande catena americana, ma di un meraviglioso panino imbottito con ogni ben di Dio, con il meglio del meglio che possiamo trovare. 

Bellissimo terreno su cui confrontarsi perché non è facile come sembra! E ancora una volta occasione di imparare tanto pur su un argomento che a prima vista appare banale. Ma chi non ha mai preparato un hamburger? Eh però …. Vi consiglio di andare a curiosare su MTChallenge nei post Tips & Tricks, che approfondiscono l’argomento dal punto di vista tecnico, e in quelli del Tema del Mese "Panini dal Mondo", che ci porta a conoscere i panini tipici di tanti paesi.

E questo mese vado di fretta che il 26 ho da traslocare e sto impacchettando il mondo. Peccato perché ne avevo in testa almeno altri due, ma è già un miracolo che riesca a scrivere questo post, mi si stanno chiudendo gli occhi dal sonno.




Appena saputo il tema della sfida, la piemontese che è in me ha immediatamente deciso che l’ingrediente principale sarebbe stata la meravigliosa salsiccia di Bra, quella di vitello, quella che si può mangiare cruda, quella con cui ho fatto merenda d’estate per tutta la mia infanzia con una bella fettona di pane spalmata con la pasta di salsiccia cruda!


Foto da QUI



Sul sito del Consorzio Qui potete trovare tutte le informazioni riguardo a questo prodotto eccellente!







Poi si è pensato a tutto quello che sta intorno alla polpetta, che deve esaltarla e accompagnarla, e cosa risponde meglio a questa esigenza se non usare prodotti del territorio, quasi a km zero?

Per questa polpetta saporita e speziata cosa c’è di meglio che esaltarne il sapore con una cremosa salsa di dolci e aromatiche nocciole piemontesi? E completare il tutto con dolci filetti di peperone grigliato e porro caramellato?

Quasi a Km zero? ….beh a km zero in stagione autunnale, ora mi sono arrangiata con quello che ho trovato a disposizione, ma a settembre, quando ci saranno i peperoni di Carmagnola e i porri di Cervere………….

Manca qualcosa all’equilibri del piatto…….. sapido ….speziato… dolce… ecco allora una nota fresca aromatica e acidula nei saporitissimi e americanissimi Pomodori Verdi Fritti, avete presente quelli del film? E subito mi immagino seduta a un tavolaccio al sole, alla stazione del treno come nel film, ma alla stazione di Bra, dove mi servono questo meraviglioso panino.

Come prima cosa prepariamo i panini perché, come dice bene Arianna, quelli appositi che si trovano in commercio confezionati sono terribili, si inzuppano e ti si sbriciolano in mano. Questi invece sono deliziosamente soffici, ma reggono benissimo fino all’ultimo morso senza disfarsi.

I BURGER BUNS

per realizzare i panini mi sono affidata completamente ad Arianna che ci ha fornito una ricetta magica! Ve la riporto qui sotto, ma da lei trovate un post pieno di spiegazioni dettagliatissime.

 Per 4 buns con lievito di birra:
(Non li faccio molto grandi sono del diametro di 10 cm)

·         250 g di farina (00 e 1 o Manitoba al 50%)
·         130 g di latte 
·         20 g di burro 
·         10 g di zucchero
·         5 g di strutto (per chi non potesse sostituibile con il burro)
·         5 g di sale
·         4 g di lievito di birra fresco
·         1 cucchiaino di miele
Intiepidire il latte, scioglierci il lievito con il miele e lasciar riposare per una decina di minuti. In una boule di vetro capiente setacciare la farina, formare una fontana, versare il latte poco per volta e lasciarlo assorbire mescolando con un cucchiaio di legno. Aggiungere lo strutto ed il burro a temperatura ambiente e il sale e lo zucchero. Impastare fino ad ottenere un composto liscio ed omogeno.
Coprire con della pellicola e un panno e lasciar lievitare fino al raddoppio (1-2 ore). Prendere l'impasto,sgonfiarlo leggermente cercando di formare un rettangolo che poi piegherete (più o meno come un asciugamano): dividetelo idealmente in tre parti, sovrapponete la parte di destra al centro ed idem con la sinistra (al centro, sopra la destra). Ora rigirate di 90° e fate lo stesso.

Far riposare così l'impasto, con la chiave (la parte della piega) rivolta verso il basso e coperto da un panno per una mezz'oretta. Formare poi i buns (con queste dosi mi vengono 4 panini da circa 80-90 g l'uno). Poggiarli su una teglia coperta da carta da forno e con il palmo della mano schiacciarli leggermente.
Far riposare coperti da pellicola per una mezz'oretta.

Per la cottura dei buns:
1 uovo
un goccio di latte (per chi non può per questioni di dieta/religione/intolleranze si può omettere)
Semi di sesamo (o altri a scelta) – io granella di nocciole
Accendere il forno a 180°C. Sbattere in un ciotolino l'uovo con il latte. Togliere la pellicola e spennellare la superficie dei buns con il composto di uova e latte. Spolverizzare con i semi di sesamo (granella di nocciole) e quando il forno raggiunge temperatura infornare e cuocere fino a doratura (nel mio forno 20 minuti). Sfornare e lasciar asciugare su una gratella.


LA SALSA DI NOCCIOLE
2 fette di pane carrè
Latte q.b.
200 g di nocciole Tonda Gentile del Piemonte leggermente tostate
Una puntina di aglio
Sale e pepe
Bagnare il pane nel latte, strizzarlo bene, conservando il liquido, e frullarlo con tutti gli altri ingredienti. Se la salsa fosse troppo densa diluirla con il liquido tenuto da parte. La consistenza deve essere cremosa, colante ma non troppo.

 


I PEPERONI ARROSTITI
2 peperoni piccoli uno rosso e uno giallo
Una fettina di aglio
Olio
sale
Lavare i peperoni e metterli in forno caldo o sulla griglia ad arrostire. Girarli regolarmente. Poi chiuderli in un sacchetto di plastica perché l’umidità aiuti il distacco della buccia. Io questa volta ho provato a cuocerli nel sacchetto per cottura dietetica e i risultato è stato ottimo.
Quando saranno freddi pulirli, ricavare i filetti e condirli leggermente con olio e sale e una fettina di aglio. Lasciare riposare in frigo qualche ora

I PORRI CARAMELLATI AGRODOLCI
1 porro grosso
1 cucchiaio di burro
1 cucchiaio di zucchero
2 cucchiai di aceto di mele (o più se vi piace)
Sale
Affettate il porro non troppo fine e fatelo saltare nel burro senza farlo bruciare, deve solo imbiondire leggermente. Aggiustate di sale e fate cuocere aggiungendo pochissima acqua. A metà cottura aggiungete aceto e zucchero e lasciate leggermente caramellare. Tenete in caldo



IL CONTORNO CHE COMPLETA
Ricetta ottima presa da QUI 
La panatura risulta sorprendentemente croccante e la nota acidula, ma dolce del pomodoro verde è perfetta per bilanciare la sapidità grassa della salsiccia.


POMODORI VERDI FRITTI E SALSA TARTARA
3 grossi pomodori verdi
sale
1 tazza di farina 00
1/2 tazza di latte
1 uovo
1/3 di tazza di farina di mais
1/2 tazza di pangrattato
olio vegetale
Tagliare i pomodori a fette alte 1 cm circa e salare.
Mescolare il latte e l’uovo in una ciotola, nell’altra unire la farina 00, la farina di mais e il pangrattato.
Scaldare l’olio in una larga pentola.
Immergere le fette di pomodori nel latte con l’uovo, poi impanarli.
Friggere nell’olio caldo per 3-5 minuti finché saranno dorati e croccanti.
 
SALSA TARTARA
250 g di maionese fatta in casa
2 cucchiai di capperi sottaceto
10 cetriolini sottaceto
Scolare bene i cetriolini e i capperi e tritarli finemente. Tritare anche l’erba cipollina.
Amalgamare tutti gli ingredienti in una ciotola, coprire con la pellicola e porre nel frigo fino al momento dell’uso.



Il lavoro preliminare di preparazione non è stato breve. Adesso abbiamo tutti gli ingredienti e possiamo procedere alla realizzazione del panino.
 
INGREDIENTI PER 4 BRABURGER
4 buns
500 g di pasta di salsiccia di Bra
40 g di granella di nocciole piemontesi
8 falde di peperone, 4 per colore
4 cucchiai abbondanti di salsa di nocciole (vedi ricetta)
4 cucchiai di porro caramellato (vedi ricetta)

Preparate le polpette di salsiccia: la pasta di salsiccia di Bra è già condita, insaporita e speziata quindi ho voluto aggiungere solo una nota croccante con la granella di nocciole. Impastate i due ingredienti e dividete in quattro porzioni di circa 125 g.  Fate delle polpette rotonde e schiacciate, un po’ più larghe del panino, perché in cottura si ritirano. Tenete in frigo coperti da pellicola fino a mezz’ora prima di cuocerli.
Cuoceteli nella padella pesante antiaderente scaldata molto bene.  Io li ho cotti per circa 6 minuti complessivi girandoli più volte. Devono essere cotti, ma non asciutti, al taglio deve essere bello umido e succoso.


Tagliate a metà i panini e tostateli sulla piastra o in forno.

Mettete sul piatto la metà inferiore del pane caldo, spalmate con un poco di salsa alle nocciole, mettete sopra una falda di peperone giallo e una rossa, adagiate sopra la polpetta appena cotta e ben calda, ancora un poco di salsa, poi un cucchiaio di porri e chiudete con il cappello di pane.

Servire immediatamente accompagnando con 3-4 pomodori fritti e un poco di salsa tartara a parte.



 

Questa ricetta partecipa all’MTChallenge di giugno

 


Ringrazio per la milionesima volta tutta la squadra dell’MTC che da un capo all’altro del mondo guida con pazienza determinazione …e anche pazzia, questa squadra di scalmanati del fornello.
Questo mese vi ringrazio in maniera particolare, siete stati tutti speciali nel tenermi di ottimo umore nonostante la vita mi stia sbatacchiando non poco.

A settembre… come mi sembra lomtano…… che faremo così orfani?

 

 

 

 

 
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lunedì 25 maggio 2015

TRENETTE DELL’ESTATE E UNA STORIA DI FAMIGLIA PER MTC 48

di Vittoria

Questo mese è quasi passato del tutto e non me ne sono resa conto.
E’ stato un maggio strano scandito da eventi non troppo piacevoli che stanno cambiando le carte in tavola nella mia vita.
L’unico punto fermo è rimasta la cucina, o meglio il cucinare, che mi rilassa e mi rende il buonumore. I gesti precisi e ripetuti, obbligati, mi aiutano a riprendere le fila, a rimettere ordine in un momento in cui tutto si confonde, si annoda, si ingarbuglia. La mente sopraffatta da mille problemi e incognite smette di vagare e si ferma su cose semplici e precise. Mi devo concentrare su dosi e tempi e i sensi vengono catturati da odori sapori e colori. Cucinare mi restituisce serenità e chissà che non diventi la mia vita.


Ringrazio infinitamente Alessandra e tutto lo staff dell’MTChallenge perché proprio questo gioco, che poi è una meravigliosa scuola, mi ha offerto i momenti più sereni di questo strano periodo ed è con grandissima gioia che ho accolto la sfida del mese, La Pasta al Pomodoro lanciata da Paola di Fairies' Kitchen perchè è stata l’occasione per fare affiorare bellissimi ricordi legati alle estati della mia infanzia e giovinezza e questo mese ogni volta che prendevo in mano un pomodoro pensavo alla sfida e di rimando immediatamente ritornavo a quelle interminabili estati. Voglio provare a trasmettervi qualcosa di quei momenti in cui proprio il pomodoro ha avuto un ruolo di primo piano.

Ogni anno ad agosto la famiglia si riuniva nella grande casa paterna a Bra in Piemonte sotto “l’altro comando” della matriarca Nonna Ines, donna minuta e silenziosa che comandava a bacchetta tutta la numerosissima truppa riunita sotto il suo tetto. Lei, zia Lidia sua sorella, 4 figli, rispettivi coniugi e una torma di nipoti, noi 5 femmine, i miei cugini 4 maschi tutti più grandi di noi, inarrivabili, mitici….. poi c’erano almeno altre tre o quattro persone in aiuto e supporto, insomma un esercito.
Le nostre giornate si svolgevano in totale libertà fra campi vigne frutteti stalle e orto. In fondo al viale c’era “la Cascina” dove ho trascorso molte ore nella stalla a ingozzarmi di latte caldo di mungitura, nel pollaio a caccia di uova e nell’orto dove c’erano filari di pomodori enormi profumati caldi di sole.
A fine mese una parte di questi veniva consegnata su “alla Villa” e cominciava il rito della conserva per l’inverno. Mamma e zie organizzavano in giardino una postazione di lavoro con pentole e pentoloni, colini e mestoli, barattoli a decine, le “gomme” nuove arancioni brillanti e “La macchina per la salsa” la regina dell’evento!
Per qualche giorno si lavorava sodo e si facevano barattoli e barattoli di passata e pelati sufficienti per 6 famiglie. Anche noi bambine siamo state coinvolte da piccole e le nostre manine servivano per stivare i pelati nei barattoli.
Era affascinante poi vedere bollire i barattoli, tutti avvolti negli stracci, in un enorme pentolone di rame, nerissimo fuori e brillante dentro, su un enorme fuoco di legna. Spesso la bollitura si protraeva fino a buio e la scena era suggestiva. A noi bambine sembrava una pentola magica.
A tutte noi è rimasta la passione e ancora adesso che abbiamo passato i 50 anni, cerchiamo di ritrovarci tutte e cinque ai primi di settembre a Bra per ripetere il rito della conserva. 





Il metodo negli anni è cambiato e la salsa, che prima si faceva cuocere a lungo per restringerla, ora la facciamo in modo da conservare la freschezza del pomodoro con tutto il suo profumo estivo.
I pomodori lavati e tagliati in quattro vengono fatti bollire solo fino staccare le bucce e ad ammorbidirli leggermente, poi vengono colati (tolta l’acqua di vegetazione, si recupera una parte ricchissima di licopene gelatinoso) e vengono subito passati alla “macchina” …..che ora è elettrica. La passata, praticamente cruda, ma ben densa, viene imbarattolata, sigillata e subito si provvede alla sterilizzazione con bollitura ……sempre nel mitico pentolone, ma su più moderni bruciatori a gas, che anche il sapore affumicato mica ci piace più!
Tutto questo traffico dura in genere tre giorni di lavoro intenso e di chiacchiere, di tanta fatica, ma anche di risate, confidenze, conforto. Di condivisione e affetto, di liti furibonde e stanchezza.
Inevitabilmente qualcuna sbotta “Ma chi ce lo fa fare che la passata del super è così buona!”
...non è vero, la nostra è più buona perché l’abbiamo fatta insieme!



Ecco volevo dividere con voi questa bella cosa della mia famiglia numerosa e rumorosa, tutta stretta intorno a chi ha qualche guaio o per fare festa.

Cosa c’entra la ricetta di questo mese?

C’entra perché durante questa maratona pomodorosa ovviamente si deve mangiare e si mangia tanto pomodoro, pomodoro ovunque in ogni piatto come su ogni vestito, scarpa, faccia.
La tradizione vuole che mia mamma, la mitica Nonna Ibidi (pensieri positivi che non sta tanto bene ora) prepari la minestra di pomodoro con la passata appena fatta e a pranzo spaghetti al pomodoro veloce veloce. Come avete sentito la passata è di brevissima cottura e velocissima fattura; al momento viene ristretta ancora un pochino in padella, insaporita con aglio e alloro o solamente tanto basilico e ci si saltano gli spaghetti.
Qui vi propongo una versione con tante verdure perché insieme alla conserva di pomodoro, in quei giorni si preparano anche tante altre verdure per l’inverno. Antipasto misto o bunapetit, peperoni carnosi arrostiti e spelati, melanzane sott’olio, ecc…..



Trenette al pomodoro fresco e verdure al forno

Per 4 persone
350 g di trenette (io ho usato Voiello, belle ruvide)
2 spicchi di aglio in camicia
3-4 pomodori da salsa ben maturi e sodi, i costoluti pachino per esempio
4 cucchiaiate abbondanti di verdure estive al forno *** già pronte
Un ciuffo di basilico fresco
Olio extravergine di oliva
Sale
Parmigiano grattugiato


Mettete sul fuoco una pentola con abbondante acqua per cuocere le trenette e mentre cuocete la pasta preparate il condimento.
Lavate i pomodori e tagliateli a cubetti, poi con il coltello provvedete a tagliuzzare ancora la polpa grossolanamente in modo da ottenere una massa tritata, ma non troppo.
In una capace padella scaldate l’olio con l’aglio schiacciato, quando comincia a colorire toglietelo e buttate il pomodoro, salate e fate cuocere a fuoco vivo (con il paraschizzi!!!) giusto il tempo che cuocia la pasta ben al dente. Quando sarà evaporato il liquido di vegetazione del pomodoro aggiungete mezzo mestolo di acqua di cottura della pasta e poi le verdure al forno. Mescolate amalgamando bene, aggiungete le trenette appena scolate e saltate velocemente perché si rivestano completamente di sughetto. Aggiungete il basilico strappato con le mani e lasciate al fuoco qualche minuto continuando a saltare perché assorbano in parte il condimento. Servite ben caldo con parmigiano grattugiato a parte per chi lo desidera.



VERDURE ESTIVE AL FORNO ***
Questo è un piatto che preparo spessissimo in estate perchè piacevolissimo da mangiare anche freddo, serve come contorno, come condimento per la pasta o la pizza o dei crostoni, insomma è un tuttofare.
Servono tutte le verdure che volete; di solito io metto cipolle, carote, zucchini, peperoni e melanzane.
Tutto tagliato a cubetti o striscette, ben condito con olio e sale, con aggiunta di erbe a piacere tipo alloro e rosmarino, e messo in forno medio per circa un’ora in modo che le verdure cuociano rosolando bene, ma rimanendo morbide, non secche. Consiglio di prepararne una dose abbondante e di conservarla in freezer per un sugo veloce o un aperitivo o per condire un riso in insalata.

Questa ricetta partecipa all'MTChallenge di maggio


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