mercoledì 11 marzo 2015

Tonno di coniglio

Ricordo la vicenda del tonno di coniglio come se fosse ieri...in realtà sono passati credo una decina di anni! Mi stavo affacciando al mondo dei forum di cucina e per la prima volta sento parlare di questo tonno di coniglio che mi ha incuriosito tantissimo, tanto da fare una raccolta di tutte le ricette che trovavo online e studiarmele di tanto in tanto col desiderio di provarlo....ecco...ci ho messo solo 10 anni a decidermi a cucinarlo! Chissà perchè poi! ah no...lo so il perché! Perché le ricette erano tutte diverse una dall'altra e io non riuscivo a scegliere quale potesse piacermi di più...quindi nell'incertezza ho sempre rimandato!
Non so cosa sia scattato poi per farmi decidere....ma sono contenta di averlo fatto!
Mi sono letta ancora una volta tutte le ricette, poi le ho messe via e ho fatto di testa mia usando quello che mi piace!
Questa quindi è sicuramente l'ennesima ricetta di tonno di coniglio, ma è la mia!


Tonno di coniglio - Paola
Ingredienti
1 coniglio intero (il mio era circa 1,2 kg)
2 carote
1 porro
1 cipolla
1 patata
1 pezzo di sedano
4 foglie di alloro
3 bacche di ginepro
2 chiodi di garofano
3 grani di pepe rosa
sale

altri ingredienti:
alloro
rosmarino
salvia
aglio
pepe
olio extravergine di oliva

Lavare, pulire e tagliare a pezzi il coniglio (io ho eliminato la testa).
In una pentola capiente mettere tutta la verdura e gli aromi, riempire di acqua e portare a bollore. Aggiungere quindi il coniglio e il sale e lasciar sobbollire per un paio di ore.
Spegnere il fuoco e lasciar raffreddare il coniglio dentro il suo brodo.
Una volta freddo, togliere il coniglio dal brodo e staccare tutta la carne dalle ossa cercando di non sbriciolarla troppo.
Invasare alternando strati di carne a foglie di alloro, rosmarino e salvia fresca, spicchi di aglio a fette e grani di pepe. Coprire con olio extravergine, chiudere i vasi e conservare in frigorifero.
Consumare dal giorno successivo, io l'ho mangiato dopo due e la carne ha preso bene il sapore degli aromi usati.
Buonissimo!

Il brodo avanzato si puo' utilizzare per farne una minestrina o un bel risotto. Ha un sapore delicato.
Il tonno di coniglio e' anche una bella idea per un pic nic...mi porto avanti pensando che ormai la primavera si avvicina!

Buonissima giornata a tutti
Paola

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martedì 3 marzo 2015

Ancora Baci....

E' impossibile parlare di baci senza cadere nel sentimentalismo, senza farsi prendere dalla nostalgia del ricordo del primo bacio ....perchè ognuno ovviamente ha il ricordo più speciale e assolutamente perfetto da raccontare....baci da sogno, da lasciare senza respiro.....baci perfetti, baci che del resto del mondo se ne fregano perché in quel momento non esiste niente altro....baci che ti lasciano tremante di emozione, baci che devi stringere forte il cuore con le mani per non farlo saltare fuori dal petto, baci che sanno di domani e altri baci che sanno d'addio.....
Ecco....siccome è impossibile parlare di baci senza cadere nel sentimentalismo.... non lo farò! ^___^
Ma la ricetta di queste meraviglie al cioccolato ve la lascio volentieri!


I Baci sono uno dei cioccolatini che preferisco in assoluto e mai avrei pensato di poterli fare da me!
Invece grazie a quella banda di sciamannate del MTChallenge eccoli qui! Li avevamo preparati tutte insieme come raccontato QUI, ma io volevo provare la ricetta originale di Annarita, anche fuori concorso non importava, ma li avrei fatti!
E infatti eccoli qui. Ricetta perfetta....io ho fatto solo qualche piccola modifica.


Baci homemade
Ingredienti per circa 30 baci:
200 gr di cioccolato gianduia
40 gr di cioccolato fondente al 50% (Annarita usa 240 gr di ciocc gianduia)
70 gr di panna fresca
120 gr di nocciole tritate
1/2 cucchiano di orzo caffè (nella ricetta di Annarita non c'è)

30 nocciole intere

Per coprire:
400 gr di cioccolato fondente al 72%
4 gr di Mycrio

In un pentolino a bagnomaria, sciogliamo il cioccolato con la panna fresca, aggiungiamo l'orzo caffè e infine i 120 gr di  nocciole tritate finemente. Mettiamo il composto in una scodella e lasciamo raffreddare completamente. Io ho fatto anche un passaggio in frigo di un paio d'ore. Quando il composto è ben rassodato, con un cucchiaino e con i palmi delle mani ho formato delle palline a grandezza di un bacio e le ho appoggiate sulla carta forno. In cima ad ogni pallina ho messo una nocciola intera.
La teglia con i baci pronti da ricoprire l'ho parcheggiata in frigo mentre preparavo il cioccolato temperato.
Ho temperato il cioccolato semplicemente aggiungendo Mycrio che non è altro che burro di cacao (per informazioni cliccate QUI): a bagnomaria ho sciolto il cioccolato fondente al 72% e ho controllato la temperatura aspettando che scendesse a 34 gradi. Quando il cioccolato è arrivato a temperatura, ho aggiunto il mycrio setacciandolo e mescolando con una spatolina per amalgamarlo a cioccolato. Ora senza altre operazioni si procede a ricoprire i baci.
Si può usare una forchetta di plastica a cui sono stati rimossi i rebbi centrali, oppure utilizzare una pinza con cui afferrare un bacio, fargli fare un bel bagnetto nel cioccolato e riporlo di nuovo sulla carta forno. La pinza accelera i tempi, si fa veramente in fretta.
Lasciar solidificare i baci in un luogo fresco e quindi con un coppapasta tondo procedere a ritagliare i bordi in modo da rifinire il nostro cioccolatino.


E infine una frase...obbligatoria visto che tutti i baci hanno qualcosa da dire....
"Se ami devi amare forte"...è un augurio che voglio fare a tutti!!!!


Un bacio e a presto
Paola
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domenica 1 marzo 2015

Barrette di cereali al cioccolato

Vi avevo parlato delle barrette alla frutta qui.... potevo fermarmi a quell'esperimento? Ovvio che no!
E infatti mi sono data da fare e ho pensato alla versione più golosa ma sempre senza glutine, senza uova e senza lievito!



Barrette di cereali al cioccolato - Paola

Ingredienti per 12 barrette:
150 gr di fiocchi d'avena
100 gr di corn flakes
30 gr di farina di cocco
30 gr di noci sbriciolate
2 cucchiai di semi di sesamo
50 gr di gocce di cioccolato fondente
100 gr di miele millefiori
80 gr di burro
50 gr di zucchero di canna
2 cucchiai di brandy
1/2 cucchiaino di cannella
1 pizzico di sale

Il procedimento è identico alle barrette di frutta, ve lo copio qui sotto.
In una terrina mescolare tutti gli ingredienti secchi (tranne lo zucchero).
In un pentolino mettere il burro, il miele, lo zucchero e il brandy e portare dolcemente a ebollizione.
Quando tutto è ben sciolto e amalgamato, versare il composto sugli ingredienti secchi e mescolare bene. Versare il tutto in una teglia da 23x23 cm coperta di cartaforno. Con il dorso di un cucchiaio distribuire il composto nella teglia e schiacchiarlo per compattarlo il più possibile.
Passare in forno a 180 gradi per circa 10 minuti.
Lasciar raffreddare benissimo prima di tagliare in 12 barrette.
Avvolgere ogni barretta in un pezzo di cartaforno e avvolgerla con dello spago che tenga chiusa la confezione.

 
Queste col cioccolato sono piaciute molto di più ai ragazzi (chissà perché, ma me l'aspettavo....ahahhaha) e infatti le hanno divorate tutte loro, le hanno portate anche a scuola per merenda, fatte assaggiare ai loro compagni e pare siano state approvate da tutti!
Io ovviamente ne sono solo felice e infatti le ho promosse a  "Mai più senza"!!!!

A presto
Paola

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giovedì 26 febbraio 2015

I PINGUINI ARLECCHINO – BACIO DI CARNEVALE ALL’MTCHALLENGE N.45

di Vittoria





Eccomi a voi come da tradizione l’ultima sera davanti al pc a scrivere in tutta fretta il post per questa bellissima gara proposta da Annarita de Il Bosco di Alici. Grazie a lei e allo staff dell’ MTChallenge abbiamo passato un mese intenso e molto molto arricchente. Personalmente non mi sono mai interessata troppo del cioccolato e della sua lavorazione accontentandomi di mangiare cioccolatini deliziosi e perfetti fatti da altri.
Per questo motivo, appena scoperto cosa ci attendeva per questo mese, ho chiamato subito a raccolta le amiche perché mi aiutassero con la tecnica. Soprattutto Ilaria che è una grande esperta di dolci. Da qui è nata l’idea di vederci per imparare la tecnica del temperaggio e ne è uscita una domenica fantastica di chiacchiere e confronto, dove sono nati i baci di Cyrano de Bergerac.


Non ero ancora soddisfatta e ho voluto riprovarci con altri due o tre ripieni. Baci riusciti, molto buoni, ma che non riuscirò a postare.
Le idee migliori naturalmente mi vengono all’ultimo minuto, così l’altro ieri mi sono precipitata a realizzare una ricetta quasi sognata di notte, o meglio al mattino, nel dormiveglia del mattino, prima di alzarmi.
Da una rielaborazione di dolci genovesi di frutta secca ripiena di pasta di mandorle profumata e colorata sono nati dei bellissimi baci colorati, dall’aspetto di buffi pinguini.
Baci allegri per questo mese di carnevale, baci che scaldano il cuore come un vero bacio deve fare.



BACIO PINGUINO ARLECCHINO

Per la pasta di mandorle
200 g farina di mandorle
200 g zucchero a velo
40 g circa di albume leggermente battuto
Qualche goccia di essenza di mandorle
Colorante liquido per alimenti giallo verde e rosso
Poca maizena

Preparare la pasta di mandorle
Impastate la farina e lo zucchero con qualche goccia di essenza di mandorla e poco albume aggiungendone eventualmente altro fino a ottenere una pasta maneggevole, non appiccicosa e non dura.
Lavoratela un pochino sul tavolo spolverato leggermente di maizena.
Otterrete circa 450 g di pasta
Dividere in 4 parti (una vi servirà per correggere eventuali eccessi di colore delle altre)
A una aggiungere il colorante giallo, a una il rosso e a una il verde. Se la pasta diventasse appiccicosa sporcatevi le mani di maizena e fategliela assorbire. Lavorate con i guanti per non macchiarvi le mani di colorante.
Dovete ottenere un rosa, un giallino e un verde delicato, non troppo carichi. A me è bastata una goccia per colore, anzi era già eccessiva.
Eventualmente aggiungete un po’ di impasto bianco per correggere.
Fasciate ogni pezzo in pellicola perché non secchi.

Formare il cuore dei baci
Dovete realizzare delle palline di impasto tricolore. Preparatevi tre palline di pasta di mandorle dei tre colori, di dimensioni crescenti. Schiacciate e allargate la seconda pallina e avvolgeteci delicatamente la più piccola, fate lo stesso con la terza avvolgendo le altre due. Aggiungete una piccola pallina in cima che simuli la classica nocciola, fissatela bene e lasciate asciugare leggermente per almeno un’ora.



Copertura
300 g cioccolato bianco di copertura
300 g di cioccolato fondente di copertura

Il cioccolato va temperato e il procedimento, che va eseguito con molta precisione, lo spiega in maniera impeccabile Annarita QUI Vi riporto le sue parole in corsivo, ma andate a leggervi bene il suo post, perché c’è veramente moltissimo da imparare.

Tritate il cioccolato fondente e fatelo sciogliere a bagnomaria, facendo attenzione, perché l’acqua NON DEVE entrare in contatto MAI con il cioccolato, altrimenti il cioccolato è da buttare. Consiglio di non far bollire l’acqua per evitare schizzi o sbuffi di vapore e di asciugare bene sotto il recipiente non appena si solleva dalla pentola sottostante.
Si può fondere il cioccolato anche nel forno a microonde, a potenza bassa e dando 10 secondi alla volta e mescolare, continuando fino a che tutto il cioccolato risulti fluido.
Versate i 2/3 del cioccolato fuso su un piano di marmo, e con due spatole di metallo allargate il cioccolato e poi riportatelo al centro, ripetendo l’operazione 2/3 volte fino a quando cambia consistenza e diventa più viscoso. La temperatura in questo modo si abbassa velocemente fino a 27°/28°C .
Attenzione a non formare grumi, il cioccolato alla fine deve essere liscio. Se dovesse succedere e fossero molti, fondere di nuovo. A questo punto rimettete il cioccolato nel recipiente con il restante terzo del cioccolato, che sarà ancora caldo. Mescolate bene con una spatola (non una frusta per non incorporare aria) per far risalire a temperatura di lavorazione, 31°C nel caso del cioccolato fondente. Misurate la temperatura con il termometro. Un grado in più è tollerato. Se la temperatura è ancora troppo alta si procede di nuovo a rovesciare un po’ di cioccolato, questa volta un po’ meno e si fa la stessa operazione. Se invece la temperatura fosse troppo bassa si scalda un pochino, se siete fortunati sarà salita a 31°C, altrimenti rifate l’operazione di raffreddamento.
Quando il termometro vi dà 31/32°C il cioccolato è pronto a usare.
Esiste anche il Temperaggio per inseminazione che consiste nel far fondere a 45°C ¾ del cioccolato che intendete utilizzare. Aggiungete poi il quarto, tagliato a pezzetti e mescolate con una spatola facendolo così sciogliere tutto; man mano che mescolerete, la temperatura scenderà arrivando alla giusta saturazione, di cristalli stabili. Con questo metodo non serve scendere sotto la temperatura di lavorazione e riscaldare nuovamente. Attenzione a filtrare con un colino fine per catturare eventuali pezzetti non sciolti.



Per il cioccolato bianco il procedimento è identico, cambiano le temperature. Il cioccolato va portato a 40 gradi, raffreddato a 23/24 e riscaldato poi a 27-28 prima di utilizzarlo.



Io ho utilizzato il primo metodo per il cioccolato fondente e per quello bianco il metodo per inseminazione.
Devo dire che mi sembra di non avere avuto molto successo, però mi è rimasta la voglia di riprovarci finchè non verrà veramente bene.

Copertura dei baci
I baci da ricoprire di cioccolato NON devono essere freddi di frigo.
Per prima cosa temperate il cioccolato bianco e una volta portato alla temperatura di lavorazione tuffate i baci uno a uno, scolateli con una forchettina e metteteli ad asciugare su carta da forno. Io ho dovuto ripetere la copertura tre volte prima che risultasse veramente coprente.
Lasciate asciugare perfettamente prima di procedere con la copertura successiva.

Una volta che la copertura bianca sarà completamente asciutta procedete con il bagno nel fondente temperato. Tenendo i baci con una pinza o con due dita tuffateli parzialmente nel fondente, metteteli su carta da forno e prima che siano asciutti decorateli con zuccherini colorati.
Serviteli su un vassoio di iceberg come si conviene a ogni pinguino che si rispetti.










Questa ricetta partecipa all’MTChallenge di febbraio



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martedì 24 febbraio 2015

I cioccolatini Bacio Cyrano de Bergerac

I cioccolatini Bacio Cyrano di Bergerac - scritto da Miri!

Per questa Sfida al Bacio proposta da Annarita de "Il bosco di alici" si è deciso di non lasciare sole Vittoria e Paola che partecipano con grande passione alle sfide MTC, dando lustro per competenza, fantasia e, lasciateci dire, anche poesia al nostro Blog.


Per cui, incuranti delle intemperie atmosferiche e munite di cioccolata fondente ci si reca a Genova senza indugi, come i Cadetti di Guascogna “gente di spada, ubriachi di gloria e di Borgogna”, partendo da varie parti della penisola, nella cucina della nostra cara amica Ilaria che ci ospita.
E siccome parliamo di baci di Cyrano ovvero ..”un modo di respirarsi il cuore e di scambiarsi sulle labbra il sapore dell’anima”, bando alle ciance, ferme le parole, si alza il sipario e parla l’attore.
Vittoria che ha creato i suoi ripieni (perché da qui bisogna partire) così recita:
” Guardami bene: sono la migliore nell’arte del cuoco: perciò vi avverto, povere concorrenti:
con i ripieni, meglio della spada, io vi tocco e vi affondo”


Baci Lemon Curd
Ripieno per circa 12/15 cioccolatini:
60 gr di cioccolato bianco
30 gr di panna fresca
30 gr di burro
40 gr di lemon curd
12/15 ciliegie secche

Scaldare la panna con il burro, quando inizia a bollire togliere dal fuoco eaggiungere il cioccolato tritato. mescolare bene perche' si sciolga e lasciar raffreddare. Quando il composto e' freddo, aggiungiamo il lemon curd, mescoliamo per amalgamare e mettiamo in frigo a rassodare.
Fare delle palline aiutandosi con due cucchiaini (le mani scaldano troppo questo impasto) e decorare sopra con le ciliegie. Ricoprire con cioccolato fondente temperato.

Lemon curd senza burro (da una ricetta di Alessandra Gennaro)
4 limoni non trattati (buccia grattugiata e succo; circa 300 gr)
1 cucchiaio colmo di maizena
50 gr di acqua
250 gr di zucchero
2 uova intere + 2 tuorli

Sciogliere la maizena nell'acqua fredda, metterla in un pentolino e aggiungere le uova leggermente battute, il succo dei limoni, la scorza finemente tritata e lo zucchero. Mettere sul fuoco basso e portare a bollore mescolando sempre. Far bollire per due minuti sempre mescolando, filtrare bene e invasare. Conservare in frigo; dura circa due settimane, se non finisce prima!

Baci CioccoRum e torroncino 
Ripieno per 20 baci circa:
100 gr di cioccolato fondente
50 gr di burro
1 albume
100 gr di zucchero
50 gr di farina di mandorle
70 gr di croccante di mandorle tritato
30 gr di zenzero candito
1 cucchiaio di rum
20 mandorle intere

Frullare lo zenzero nel tritatutto finche non sara' ridotto in pasta e ammorbidirlo poi con il rum in modo che perda l'eccessiva collosita'.
Tritare il cioccolato, fonderlo con il burro e lo zenzero e far raffreddare.
Montare a neve l'albume con lo zucchero e unirlo al cioccolato. Unire infine la farina di mandorle e il croccante tritato. Si deve ottenere una pasta morbida ma consistente. Far raffreddare in frigo.
Fare 20 palline leggermente appiattite e infilarci poi una mandorla intera. Rivestire con cioccolato fondente temperato.

Baci etiopi al caffe' 
Ripieno per circa 20 baci:
100 g di cioccolato bianco
50 gr di panna fresca
70 gr di burro
2 gr caffe' in polvere
20 chicchi di caffe' ricoperti di cioccolato

Scaldare la panna con il burro, quando inizia a bollire togliere dal fuoco e aggiungere il cioccolato tritato. Mescolare bene perche' si sciolga completamente e lasciar raffreddare. Aggiungere quindi la polvere di caffe' incorporandola bene. Fare rassodare bene in frigo.
Fare 20 palline aiutandosi con due cucchiaini e decorare ognuna con un chicco di caffe' al cioccolato. Rivestire di cioccolato fondente temperato.


Mentre i ripieni riposano nel frigo, passiamo alla fase del temperaggio del cioccolato fondente. Si è usato il cioccolato da copertura in gocce Berry e una favolosa pentola apposita per il bagnomaria . Questo prezioso attrezzo è molto comodo per fondere il cioccolato perché l’acqua non viene a contatto con la preparazione ed evita il problema della cristallizzazione del cioccolato.
Ed ora la parola a Paola, perché le narranti, Cadette di Guascogna rivestite di un grembiule di vigogna, hanno solo udito quanto lei diceva “Fai colare a poco a poco il cacao sulla pignatta e metti al fuoco per il tempo che gli basta”

Abbiamo usato la tecnica del temperaggio per inseminazione. E' ben spiegata nel post di Annarita che potete trovare QUI. Quindi utilizzando un pentolino col doppiofondo apposito per il bagnomaria, abbiamo sciolto i 3/4 del cioccolato fondente portandolo a 45 gradi. Arrivati in temperatura abbiamo aggiunto il quarto di cioccolato che rimaneva e mescolato bene con una spatola per sciogliere e amalgamare il tutto. Non va usata la frusta che incorpora aria nel cioccolato, ma solo la spatolina di silicone. Per ricoprire i baci descritti da Vitto abbiamo utilizzato 500 gr di cioccolato fondente!

A questo punto tutte insieme formiamo le semisfere, con i palmi delle mani  il più velocemente possibile, perché i ripieni con il calore delle mani tendono a sciogliersi rendendo molto difficoltoso il lavoro. Le piu' brave (Vitto) usano i cucchiaini! ^___^
È pertanto quasi obbligatorio un altro passaggio nel frigo. E intanto le Cadette di Guascogna si riempiono la pancia di crepes, focaccia e perfin Torbato alla bisogna. Una volta tolte dal frigo sormontiamo quindi le semisfere con nocciole, mandorle, ciliegie essicate, chicchi di caffè ricoperto di cioccolato.
Nel frattempo il cioccolato ha raggiunto la sua giusta fluidità. E’ questa la parte in cui si deve agire con rapidità. Con delle pinze immergiamo le semisfere nel cioccolato e verso la fine usiamo una forchetta. Li appoggiamo delicatamente su di un foglio di cartaforno e li lasciamo solidificare. Intanto prepariamo il set per immortalare le nostre creazioni!!!



E infine dedichiamo il nostro lavoro alla immortale commedia che ha ispirato i nostri baci perché ognuno di noi è “filosofo, fisico e poeta, uomo d’armi e musicista, trasvolatore di spazi, gran polemista, ed anche amante” in altre parole, sappiamo di tutto e non siamo niente.

Con queste ricette partecipiamo al MTC di febbraio!


Paola, Vittoria, Nadia, Bea, Miri
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lunedì 16 febbraio 2015

Pollo in crosta

La sera e' bellissimo.... parte una serie di scambi di messaggi che sembra veramente che siamo tutte insieme a chiacchierare nella stessa cucina!
Sto parlando di noi streghe del blog..... Miriam, Nadia, Bea, Vitto, io e la nostra guest star Ilaria!
E mentre chiacchieriamo si cucina ovviamente. E mentre si cucina ci si manda foto di quel che sara' la nostra cena, e cosi' Bea vorrebbe la ricetta, Miriam prontamente fornisce spiegazioni dettagliate, Nadia si lamenta delle seppie dietetiche che invece a me e Miri sembrano tanto gustose....Vitto arriva sempre in ritardo e vorrebbe che le mandassimo a casa la sua porzione gia' pronta, Ila e' sempre occupata a fare dolci...insomma....chiacchiere tra sorelle. Io adoro questi momenti.
Questa ricetta e' uno di questi momenti. Proposta da Miri ad un pranzo, subito rifatta da Bea e da me in coda con le varianti suggerite da Bea e le dritte di Vitto!
Quindi alla fine e' come se l'avessimo preparata tutte insieme!


Il risultato e' stato un successone! 
Se prendiamo ad esempio i miei due assaggiatori.... uno "ma ci sono i piselli mammaaaaa!!!"...l'altro "e ma le carote noooooo!", dopo aver assaggiato il primo boccone hanno ripulito il piatto, chiesto il bis e divorato fino all'ultima briciola!
Son soddisfazioni!

Pollo in crosta
Ingredienti x una teglia da 24 cm (x 4 persone affamate)
1 petto di pollo
1/2 cipolla
2 carote
1 patata
1/2 lattina di piselli medi
300 ml di salsa vellutata
2 dischi di pasta brise'
1 cucchiaio di olio evo
1/2 bicchiere di vino bianco
sale e pepe q.b.

Ingredienti per la salsa vellutata:
250 ml di brodo di carne
25 gr di burro
25 gr di farina

Prepariamo la salsa vellutata come se fosse una besciamella, ma usiamo il brodo invece del latte!
Sciogliamo il burro e aggiungiamo la farina, quindi il brodo e continuiamo a cuocere mescolando in continuazione finchè diventa soda. Regolate di sale
Facciamo lessare a metà cottura la patata e le carote. Tagliamo quindi a dadini la patata e a fette le carote.
Tagliamo il petto di pollo a dadi non troppo grossi e  passiamolo in padella con la cipolla affettata, sfumiamo col vino bianco e portiamolo a cottura aggiungendo sale e pepe.
Mescoliamo quindi il pollo con le patate, carote, aggiungiamo i piselli scolati dal loro liquido di conservazione e infine la salsa vellutata.
Rivestiamo con un disco di pasta brise una tortiera da 24 cm di diametro, versiamo il nostro ripieno e copriamo con il secondo disco. Tagliamo i bordi in eccesso e decoriamo con i riragli di pasta brise che avanzano.
Cuocere a 180 gradi per circa 30 minuti.
Lasciate raffreddare leggermente prima di mangiarla, ve la gustate di più se non vi ustionate il palato!

Note: potete preparare la salsa vellutata e le verdure lessate anche il giorno prima! Sarete più veloci nella preparazione, metti il caso che tornate tardi dall'ufficio, metà del lavoro sarà già fatto!
Volendo potete aggiungere altra verdura a piacere, porri, dadini di zucca, zucchine...quello che vi piace!
La salsa vellutata è una chicca: ha questa consistenza vellutata appunto che avvolge completamente il ripieno e il gusto ha decisamente una marcia in più rispetto alla besciamella!

Non mi resta che l'ultimo consiglio: Provatela!

Un abbraccio
Paola
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giovedì 12 febbraio 2015

Delizie al lemon curd e lamponi

Il primo scossone e' stato 4 anni fa! Stavamo andando a scuola e io tenevo le belve per mano, ho sempre adorato questo gesto. Arriviamo vicino a scuola e Matteo mi dice che adesso andava senza tenermi  la mano perche' piu' avanti c'erano i suoi amici! Io sono rimasta attonita, Sami, allora in seconda elementare, mi guarda, capisce e mi dice: "eh mamma....Matteo e' grande, lo stiamo perdendo!!!" (e ride) e subito aggiunge: "pero' io continuo a dartela la mano, va bene?" 

L'anno successivo e' stata la volta di "Mamma non baciarmi quando ci sono i miei amiciiiii!!!!"
Altra pugnalata praticamente! 
La mia fortuna e' stata di avere Samuele sempre un po' piu' piccolo che invece baci ne voleva ancora!

Da li in poi hanno man mano reclamato la loro autonomia e indipendenza e io orgogliosa li guardo crescere...non li tengo piu' per mano, cerco di essere una mamma discreta e moderna (ci provo almeno) e non pretendo di baciarli in pubblico!
Insomma, mi dico che sono preparata a tutto....
Finche'  Matteo mi chiama e io rispondo come sempre: "Dimmi Amour!"
Apriti cielo!
"Dai mamma....potresti non chiamarmi sempre amour?" 
Io scendo dalle nuvole.... "percheeeeee'? non ti piace? E' cosi' bello amour!"
Lui con gli occhioni spalancati e ridendo: "E' imbarazzante!!!"

Ecco....avrei preferito una pugnalata!
Non mi resta che consolarmi con questi dolcini fantasticamente asprigni.... uno tira l'altro!

Delizie al lemon curd e lamponi - Paola
Ingredienti per il lemon curd:
150 gr di zucchero
3 uova
125 ml di succo di limone
bucce grattugiate di 2 limoni
60 gr di burro

In un pentolino d'acciaio mescolare lo zucchero con le uova, il succo di limone e le bucce grattuggiate. Mescolare finchè tutto e ben amalgamanto. Aggiungere il burro tagliato a dadini e cuocere a fuoco medio mescolando in continuazione finchè la crema rapprende. Non deve arrivare a bollore. Trasferire il lemon curd in una ciotola e coprire la superficie con un pezzo di pellicola per evitare che raffreddando si formi la pellicina.

Ingredienti per la frolla:
180 gr di farina
70 fr di fecola
75 gr di zucchero a velo
125 gr di burro
1 uovo
1 pizzico di sale

Altri ingredienti:
lamponi

Impastare farina,  fecola e burro fino ad ottenere delle briciole. Aggiungere quindi lo zucchero, il sale e l'uovo e lavorare fino ad ottenere una palla. Avvolgere in pellicola e lasciar riposare in frigo mezz'ora. Stendere la pasta a 3 mm di spessore e con un coppapasta ritagliare dei cerchi da cuocere dentro uno stampo da minimuffins in modo da avere le tartellette sufficientemente piccole. 
Io ho usato un coppapasta a forma di fiore per avere l'effetto ondulato sul bordo.
Cuocere le tartellette per circa 10 minuti a 170 gradi. 
Tempi e temperatura come sempre dipendono dal vostro forno.
Una volta raffreddate le tartellette, riempitele con il lemon curd e aggiungete un lampone in ogni tartelletta!


Comunque Matteo ridacchiava a questa ultima contestazione, quindi credo che continuero' a chiamarlo "Amour" ....c'e' un limite a tutto, no? ^___^

Buona giornata
Paola
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sabato 31 gennaio 2015

Perfect Apple Pie

E ad un tratto ti prende la voglia di un dolce speciale! Un dolce "semplice" ma che scalda il cuore, perche' ha un cuore ricco e dolce, saporito, speziato e ti cattura e ti consola....e  mentre lo gusti riesce a distrarti da tutto il resto! Perche' se una torta di mele e' ottima, immaginate cosa puo' essere una "perfect apple pie".... e il perfect mica gliel'ho appioppato io!


Perfect Apple Pie - dal libro "Perfect Pies" (Si King & Dave Myers (The Hairy Bikers))
Ingredienti per la frolla:
400 gr di farina
2 cucchiai di zucchero di canna
1 limone (buccia grattugiata)
250 gr di burro
1 uovo grande
2 cucchiai di acqua

Ingredienti per il ripieno:
150 gr di zucchero di canna
1 cucchiaino di cannella
2 cucchiai di maizena
600 gr di mele (io ne ho usate 6, erano ben piu' di 600 gr)

per la superficie del dolce:
1 uovo per pennellare
1 cucchiao di zucchero di canna per cospargere

Teglia da 1,2 litri. (Io ho usato una da 24 cm di diametro.)


Prepariamo la frolla: mettere in una ciotola la farina, il burro, lo zucchero e la buccia grattugiata del limone. Impastare (a mano o con l'impastatrice) fino ad ottenere un composto bricioloso. Aggiungere quindi l'uovo sbattuto con l'acqua e impastare fino ad ottenere una palla.
Dividere quindi l'impasto in modo che una parte sia 1/3 e l'altra 2/3 del peso totale.
Prendere la palla da 2/3, quella piu' grande insomma, stenderla su un piano infarinato e stirarla con mattarello fino ad avere uno spessore di 3 mm. Mettere la sfoglia in una teglia di 24 cm, la pasta deve sbordare dalla teglia. Io per non romperla, visto che e' sottilissima, l'ho stesa su di un foglio di carta forno che poi ho lasciato sotto, cosi' e' facile da posizionare nella teglia.
Mettere la teglia nel frigo mentre prepariamo il ripieno.
In una ciotola mescolare la maizena, lo zucchero e la cannella. Pelare, pulire e tagliare a fettine le mele, quindi aggiungerle alla ciotola con lo zucchero e il resto. Mescolare bene (io ho aggiunto una spruzzatina di limone, ma proprio un cucchiaio) e quindi riempire il guscio di frolla.
Stendere ora l'altra palla di frolla per fare il "coperchio" alla nostra pie! Stenderla sottile come il guscio, io sempre sopra la carta forno, quindi poi l'ho rovesciata sopra il guscio e ho tagliato i bordi in eccesso sigillando bene. Con la frolla avanzata ho fatto le foglioline per il bordo.
Al centro del coperchio della pie fare un paio di buchi per far sfiatare l'umidita' delle mele in cottura.
Spennellare la superficie della pie con l'uovo sbattuto e cospargere con zucchero di canna (io me lo sono dimenticato!)
Cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 45 minuti


Che dire...loro la chiamano Perfect...e perfetta lo e' davvero!
Ero scettica in merito al sapore della frolla che e' praticamente quasi senza zucchero, invece fa risaltare ancora meglio il gusto della farcitura e l'insieme e' veramente da commuoversi!
La maizena nel ripieno e' una genialata! Praticamente assorbe il liquido che rilasciano le mele e lo trasforma in una cremina che sembra marmellata...deliziosa!
Sulla quantita' di cannella si puo' giocare a proprio gusto, io ne ho usato un cucchiaino abbondante perche' ho usato molte piu' mele di quelle indicate in ricetta e poi a me piace moltissimo come sapore!
Insomma....torta assolutissimamente promossa e da fare e rifare e rifare ancora!

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giovedì 29 gennaio 2015

BIS DI CANEDERLI DI LIGURIA PER MTCHALLENGE DI GENNAIO

Di Vittoria
Aggiungo oggi 30/01 le foto. 
Scusate ma ieri il mio PC dava i numeri e non c'è stato modo di inserire le immagini, anzi mi sono accorta ora che sono anche saltati dei pezzi compreso il titolo della seconda proposta. 


E siamo come sempre all’ultimo giorno della sfida mensile dell’ MTChallenge.
Anzi l'ultimo momento dell'ultima ora di proroga. Sono incorreggibilmente sempre in ritardo!
Anno nuovo vita …di sempre……. Sempre in ritardo cronico, sempre di corsa perché voglio dilatare il tempo e fare più cose di quelle che ci stanno ……oppure sto invecchiando e sono diventata lenta?

Canederli al Preboggion in salsa di noci                         Canederli di frattaglie bianche in crema di lattuga

E’ dal 5 gennaio che esulto per la proposta de I Canederli Ampezzani, la bellissima scelta di Monica Giustina di Oneinamillion, vicitrice dell'MTChallenge scorso con gli originalissimi Muffin. Grazie davvero Monica, hai proposto una ricetta ce mi stuzzica parecchio. I Canederli Ampezzani!!!! Non conoscevo questa versione così locale naturalmente, ma è un piatto che ho assaggiato spesso in Austria e in Italia, Knodel o Canederli, non importa il nome, mi piacciono veramente tanto e ho anche una discreta raccolta di ricette.
Mai fatti però, chissà perché…… avevo timore di ritrovarmi delle palle gommose appiccicose e poi il marito odia per principio ogni piatto realizzato con il pane.

Vi dico subito che, seguendo la ricetta di Monica QUI, ho fatto dei canederli squisiti, per nulla gommosi ne appiccicosi. Facili da fare, gustosi e anche leggeri. E poi si usa il pane raffermo e la cucina di recupero è sempre da tenere a mente!

E’ dal 5 gennaio che penso e ripenso a quale versione proporre e non riuscivo a decidermi, avevo delle mezze idee, ma sfocate, mancavano i dettagli e soprattutto la motivazione di una certa scelta.
Mi piace sperimentare nuovi sapori e accostamenti, ma la scelta voglio che sia sempre ancorata a una tradizione solida, sia della mia terra o di un altro paese, ma che comunque si parta da una base, che ci sia un perché ben ragionato.
Nella cucina ligure il pane raffermo si usa moltissimo per tutta una serie di ripieni e ricette varie, per ammorbidire le farce.
Ho voluto realizzare queste due versioni di canederli che legassero in qualche modo la tradizione ampezzana di Monica con la tradizione ligure che è nel mio cuore.
Dalla montagna ampezzana alle montagne liguri.

Il borgo di Triora - foto da QUI
Il nostro entroterra è ricchissimo di ricette che usano principalmente il pane di recupero e le erbe che nascono spontanee nei prati, ma anche fra i sassi dei sentieri e dei muri a secco delle fasce.
Affinità di montagne ed erbe, mi hanno portato direttamente a Triora, paesino nell’entroterra imperiese.
Il paese antico e bellissimo è famoso per i processi alle streghe (a fine del 1500 ce ne hanno anche bruciata qualcuna).
E se non sono le streghe che usano le erbe!
L'altra cosa per cui Triora è famosa è il PANE: fanno un pane ”antico” e delizioso, scuro e profumato, perfetto per questa ricetta.
E’ un pane scuretto, senza grassi, realizzato semplicemente con acqua, sale, farina tipo 1 e lievito di birra e spolverato di crusca.




la prima ricetta che vi propongo è ispirata ai famosi Pansoti liguri il cui ripieno è composto principalmente dal PREBOGGION,un misto di erbe selvatiche profumato e saporitissimo.
Accostato qui al pane invece che racchiuso nella sfoglia.
Come accompagnamento ho lasciato la classica salsa di noci che accompagna i pansoti.


CANEDERLI AL PREBOGGION IN SALSA DI NOCI
Li ho voluti proporre in versione vegana, senza derivati animali, neppure latticini ne uova, sostituiti egregiamente da altri ingredienti.





Il Brodo di verdura
2 lt di acqua
1 carota media
1 costa di sedano con foglie
1 pezzo di porro
1 cipolla bianca piccola
2 gambi di prezzemolo
1 pomodoro secco
2 fette di fungo secco
1 fetta di zenzero fresco
sale
Pulire la verdura, tagliarla grossolanamente e mettere a bollire per almeno un’ora con poco sale.
Filtrare, regolare il sale e tenere da parte. Ve ne serve almeno un litro per lessare i canederli.



La Salsa di Noci veg




50 g di gherigli di noci

Uguale volume di mollica di pane di Triora, circa 2 fette senza crosta
1 punta di spicchio di aglio
2 rametti di maggiorana fresca
2 cucchiai di parmigiano veg *
2-3 cucchiai di olio extravergine di oliva
Sale


Mettere nel tritatutto tutti gli ingredienti tranne l’olio e frullare finchè non sono ben fini.

Aggiungere olio frullando fino ad ottenere una consistenza cremosa, eventualmente aggiungere poca acqua o brodo vegetale.

Qualcuno aggiunge latte o peggio panna.
Non fatelo, renderete la salsa solo più pesante.

Regolare il sale solo alla fine.







I Canederli – per 10 pezzi da 3-4 cm di diametro

Per la scelta del tipo di pane migliore per questa ricetta e per i consigli su come realizzare i canederli alla perfezione vi rimando al post di Monica QUI che spiega benissimo tutti i dettagli per una realizzazione impeccabile.

100 g di pane di Triora secco (oppure affettato e seccato in forno a bassa temperatura perché non tosti)
80 g di latte vegetale di soia o riso – io riso, avevo quello (30 g di questo latte sostituiscono i liquidi dell’uovo che non ho messo volendo realizzare una ricetta vegana)
20 g di parmigiano veg *
1 grattata di noce moscata
1 cucchiaino di erba cipollina tritata
1 cucchiaio raso di farina di ceci (compensa il potere addensante dell’uovo che manca)
100-150 g di preboggion **


Tagliate il pane a fette, poi a dadini piccoli, max 1 cm, meglio meno. Versate sopra il latte vegetale, mescolate bene e lasciate riposare almeno 20 min mescolando ogni tanto. Il pane deve essere leggermente inumidito, non inzuppato.
 
Aggiungete al pane tutti gli altri ingredienti tranne la farina di ceci, mescolando velocemente, quindi unite la farina di ceci e impastate con le mani compattando e distribuendo bene gli ingredienti.

Inumiditevi le mani e fate un canederlo di circa 3-4 cm compattando bene. Scaldate il brodo che deve sobbollire piano e fate la prova cottura cuocendo il canederlo 5 minuti. Non deve sfaldarsi ma restare compatto. Se si rompe aggiungete poco pangrattato all’impasto.
Realizzate tutti i canederli, con queste dosi ridotte me ne sono venuti 10 piccolini.



Fateli bollire nel brodo per circa 5 minuti finchè verranno a galla, poi scolare delicatamente. Mettete qualche cucchiaio di salsa di noci sul fondo di ogni piatto, sopra tre o quattro canederli per porzione, decorate con un gheriglio di noce e servite caldi con altra salsa a parte.




Ricette collaterali:

* “Parmigiano” veg
5 cucchiai di farina di mandorle o anacardi
2 cucchiai di lievito alimentare in scaglie (derivato da una lavorazione del lievito, non serve per fare lievitare impasti, ma viene utilizzato come insaporitore al posto del formaggio)
Sale
Mettere gli ingredienti nel tritatutto e ridurre in polvere fina. Salare a piacere. Conservare in frigo in un barattolo ben chiuso.

** Il Preboggion (misto di erbe tipico ligure)

Erbe selvatiche del Preboggion


Il Preboggion è un misto di erbe selvatiche che costituisce la base del ripieno dei Pansoti e di altri saporiti piatti.

Tradizionalmente deve essere composto da almeno 7 erbe diverse (che cambiano nome da zona a zona ligure).
QUI trovate tutte le informazioni a riguardo.

In primavera si trova da acquistare al mercato, ma non in questa stagione quando le erbe scarseggiano, quindi mi sono arrangiata comporre un mix invernale.










In giardino da mia mamma, complice l’inverno alquanto mite, sono riuscita a racimolare un mazzetto di “sciscerbua”, cicerbita, ma niente di più. Ho poi aggiunto dal mercato boraggini, bietole, verza, verde di cipollotti, porro, prezzemolo.

Per i canederli vi serviranno circa 100-150 gr di questo mix di erbe. Questa dose è molto abbondante, ma è difficile farne poco. Potete surgelarlo e utilizzarlo per altri ripieni di pasta, torte salate o per delle frittate.

1 pallina grossa come una piccola arancia di erbe selvatiche sbollentate e ben strizzate
1 pallina grossa come una piccola arancia di boraggini
1 pallina grossa come una piccola arancia di bietole
3 cipollotti
3-4 cm di porro
2-3 foglie di verza, dal cuore
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
1 rametto di maggiorana fresca tritata
2 fette di fungo secco tritate
Olio extravergine di oliva,
sale
Tritate grossolanamente a coltello le erbe sbollentate e strizzate e fatele saltare in padella con qualche cucchiaio di olio e tutte le altre verdure e aromi tritati. Regolate di sale.



CANEDERLI DI FRATTAGLIE BIANCHE IN CREMA DI LATTUGA

C’è un altro piatto ligure che adoro, che sta cadendo in disuso e non si trova quasi più nei ristoranti.
Parlo delle “Lattughe ripiene in brodo”, altro piatto fatto con ingredienti poveri, dal risultato raffinato, delicato e squisito ovviamente. L’originale prevede un cuore di lattuga a porzione farcito con un ripieno di pane raffermo e un trito di carne, cervella, filoni, animelle ripassate in padella, macinato e condito con uovo, formaggio, erbe profumate. Richiusi a palla i cuori di lattuga vengono fatti sobbollire in brodo di carne e serviti nello lo stesso brodo fumante con qualche fogliolina di maggiorana. Una delizia dimenticata, ve lo assicuro.
Ho mantenuto gli ingredienti del ripieno nei canederli e la lattuga è diventata una morbida passata di accompagnamento realizzata con base di brodo di carne e patata lessa.





Il brodo di carne
300 gr di muscolo o matamà
1 pezzo di “ossette” o biancostato
1 coscia di pollo senza pelle
1 pezzetto piccolo di testina
2 pezzetti di coda
1 costa di sedano
1 carota
1 cipolla bianca piccola
1 pezzo di porro
2 gambi di prezzemolo
2 pizzichi di timo
1 pomodoro secco
1 chiodo di garofano
1 foglia di alloro
2 bacche di ginepro
2 grani di pepe
4 capsule di cardamomo
Poco sale
Pulire le verdure e tagliarle a pezzi grossi, mettere tutto in pentola a freddo tranne il pollo, coprire di acqua e portare a bollore. Aggiungere il pollo e sobbollire schiumando per 2 ore. Filtrare e rimettere in pentola. Ne servirà almeno un litro per cuocere i canederli, un mestolo per cuocere il misto di carni e mezzo litro per la crema di lattuga.

La crema di lattuga
1 patata circa 250 g
½ lt di brodo di carne
1 lattuga (tenere 8 fogliette centrali per la decorazione e 4 medie per fasciare un canederlo a testa)
Pulire la patata e cuocerla a dadini nel brodo regolando il sale.
Quando la patata è cotta aggiungere la lattuga tagliata a striscette. Cuocere un attimo finchè appassisce appena senza perdere il colore brillante, poi togliere dal fuoco e frullare tutto.



I Canederli – per 12 pezzi da 3-4 cm di diametro
Per la scelta del tipo di pane migliore per questa ricetta e per i consigli su come realizzare i canederli alla perfezione vi rimando al post di Monica QUI che spiega benissimo tutti i dettagli per una realizzazione impeccabile.
100 g di pane di Triora secco (oppure affettato e seccato in forno a bassa temperatura perché non tosti)
50 g di latte intero
½ uovo battuto
20 g di pecorino sardo semistagionato
1 grattata di noce moscata
1 cucchiaino di erba cipollina tritata
1 cucchiaio raso di farina
200 g di farcia di carni tritate ***
4 foglie medie di lattuga sbianchite e asciugate
4-8 fogliette piccoline del centro della lattuga per guarnire

Tagliate il pane a fette e poi dadini piccoli, max 1 cm, meglio meno. Mescolate il latte e l’uovo con poco sale, amalgamate bene, poi versate sui dadini di pane, distribuite bene e lasciate riposare almeno 20 min mescolando ogni tanto. Il pane deve essere leggermente inumidito, non inzuppato.



Aggiungete al pane tutti gli altri ingredienti tranne la farina, mescolando velocemente, quindi unite la farina e impastate con le mani compattando e distribuendo bene gli ingredienti.
Inumiditevi le mani e fate un canederlo di circa 3-4 cm compattando bene. Scaldate il brodo che deve sobbollire piano e fate la prova cottura cuocendo il canederlo 5 minuti. Non deve sfaldarsi ma restare compatto. Se si rompe aggiungete poco pangrattato all’impasto.
Realizzate tutti i canederli, con queste dosi ridotte me ne sono venuti 12 piccolini.
Fateli bollire nel brodo per circa 5 minuti finchè verranno a galla, poi scolare delicatamente.



Mettete mezzo mestolo di crema di lattuga calda sul fondo di ogni piatto, sopra due o tre canederli più uno rifasciato con la foglia di lattuga sbianchita per porzione, decorate con una o due fogliette di lattuga e servite caldi con altra crema ben calda a parte.



*** La farcia di carni
100 g di carne tritata magra
100 g di filoni
100 g di animelle
100 g di cervella
2 cucchiai di trito di sedano carota cipolla porro
1 cucchiaio scarso di prezzemolo tritato
½ spicchi di aglio
20 g di burro
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 mestolo di brodo
Sale
Pepe
Pulire accuratamente animelle cervella e filoni, tagliarli a pezzetti piccoli e rosolarli con le verdure tritate in olio e burro. Bagnare con il brodo e cuocere a fiamma bassa semi coperto finchè non si è asciugato il liquido. Lasciare raffreddare e tritare non troppo fine. Ve ne serviranno 200 g.


Una ola per Alessandra e tutto lo staff dell’ MTC che si fa in 4 per darci la possibilità di continuare a giocae a dispetto di impegni e distanze che tramano contro!
Una Ola a Monica che ci ha fatto passare un mese fantastico
Grazie davvero a tutti quanti


Questa ricetta partecipa all’MTChallenge di Gennaio

 

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martedì 27 gennaio 2015

HAPPY BIRTHDAY ALE

di Vittoria



SORPRESAAAAAAAAA



E' con immenso piacere e commozione che oggi festeggiamo il compleanno di Alessandra che pochi giorni fa è partita per una nuovissima avventura dall'altra parte del mondo. 
Siamo tante e ci piacerebbe incontrarci per festeggiare insieme. 
Quest'anno però è un po' complicato dalla lontananza, ma se non possiamo festeggiarla di persona, una soluzione c'è!!!!! ......allora tutte insieme con il cuore abbiamo scelto di festeggiarla a blog uniti cucinando una delle sue ricette che verranno pubblicate tutte insieme come un grandissimo

HAPPY BIRTHDAY ALE

non sono brava con le parole e non scrivo grandi discorsi, dico solo qui in privato fra di noi che le voglio bene come fosse una sorella...... e ne ho già 4 vere eh! Magari non ci sentiamo per mesi, non ci telefoniamo e neanche ci scriviamo, ma ci siamo trovate ....sulla stessa lunghezza d'onda ecco.
Per fortuna viviamo in un'epoca in cui i mezzi di comunicazione sono tali che la distanza fisica non ci impedisce di continuare a comunicare, a confrontarci a mantenere il legame affettivo che c'è.
E tranquilli che prima o poi salgo su un aereo e mi presento a casa sua!!!!

 



Per l'occasione ho scelto di riproporvi una sua torta tanto squisita quanto semplice da fare, velocissima nell'esecuzioe e altrettanto veloce a sparire. La Chocolate biscuit cake ovvero la torta che i principi William e Kate scelsero come torta di nozze per il loro matrimonio.

E io la dedico ad Alessandra come una vera principessa

Anche questa volta e è stato impossibile fare foto dell'interno della torta.
Incautamente lasciata incustodita mentre eravamo fuori a cena, una squadra di ben 3 sedicenni ha provveduto a ruipulire l'alzatina come mai ci fosse stato sopra qualcosa. 

Neanche le briciole restarono a testimonianza della sparizione!
La foto che mostra l'interno ho dovuto cercarla sul web e ringrazio qui chi è riuscito nell'impresa.


foto da QUI


Questo il post che pubblicai a Gennaio 2011

Due giorni di ritardo sono troppi per esprimere tutto il mio affetto per un’amica?
L’unica scusante parziale è che quella banda di perfide ha tramato di nascosto e io nulla sapevo! Quando l’ho scoperto era tardi ma non così tanto infatti mi sono messa all’ opera e ho realizzato il tutto già venerdì sera.
E allora direte voi, perché arrivi solo ora e pure trafelata?
Perché il weekend è stato come al solito da paura! Meno male che domani vado in ufficio a riposarmi un po’!!!! Venerdì sera ho realizzato la torta mentre portavo e riprendevo il figlio a una pizzata. Sabato servizio fotografico, poi giro spesa, 3 belve da sfamare (che si sono pappate pasta e ricotta, polpettone con salsa e anche la torta, TUTTA) e viaggio di un'ora e mezza a Imperia per partita di basket (persa), cena sociale in pizzeria e rientro all’una di notte. Stamattina puliziebucati e arriprendieporta figlio e amici qui e là. Rientro del marito da 3 giorni di regata bisognoso di assistenza. Finalmente il figlio è a casa senza amici e il marito russa sul divano. Devo pulire le acciughe per cena e invece stò qui a ciaccolare con voi.
Comunque la torta l’ho fatta e la Ale ora se la becca volente o nolente. Con tutto stò cioccolato le verrà mal di fegato, altro che lacrimucce!!!!

La ricetta originale la trovate da lei, io ho leggermente modificato le dosi per mancanza di ingredienti e forse la ganache era troppo densa perché non è penetrata perfettamente fra i biscotti, il risvolto positivo è stato che è rimasta una bella superficie liscia cioccolattosa che ho decorato con cioccolato bianco (questo eccessivamente fluido) che si è un po’ spatasciato, ma la Ale non me ne vorrà….. spero.



William & Kate Wedding Cake

Per una teglia rotonda a cerniera, diametro 20 cm. – imburrata e rivestita di carta da forno

Un pacchetto di digestive
200 gr cioccolato extrafondente 70%

200 gr panna da montare non montata

Procedimento come da istruzioni della Ale.
Portato a bollore la panna, buttato dentro il cioccolato a pezzetti e girato finche non è stato ben sciolto. Versato tutto sui biscotti e battuto bene per farlo penetrare bene fra i biscotti (non è bastato, c’erano buchi vuoti). Fatto raffreddare in frigo per una notte e decorato con cioccolato bianco fuso, confettini d’argento e palline al cioccolato (prese al Lidl a Natale).
Foto del dolce affettato non ne ho, non ho fatto in tempo a farle, hanno spazzolato tutto prima che potessi inquadrare e scattare.





Ecco tutto, velocissimo e buonissimo.
I biscotti Digestive secondo me sono fondamentali perché con il loro gusto e consistenza particolari fanno un piacevole contrasto con la dolcezza e pastosità della ganache al cioccolato.

L'abbinamento di un vino con il cioccolato è sempre critico. Provate ad assaggiarla con un bicchierino di rum scuro invecchiato.

Baxi, Vitto
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