mercoledì 25 maggio 2016

CHEESE CAKE VERDE LIGURIA PER MTC57

di Vittoria




Ieri ho realizzato che era quasi scaduto il tempo di questa sfida di maggio e io ancora stavo pensando a cosa fare.  Assurdo, ma vero e mi ha preso il panico!
Quando, 20 giorno fa, Annalù e Fabio di Assaggidiviaggio hanno annunciato che il tema della sfida di questo sarebbe stato la Cheese cake, ho fatto i salti di gioia. La fantasia poteva scatenarsi liberamente fa dolce e salato..... io sicuramente salato..... quale salato? Le idee hanno continuato ad affollarsi e non mi decidevo a scegliere, a concretizzare e giorno dopo giornog siamo arrivati a ieri. 
Panico. E ora che faccio? E' troppo tardi, stavolta non ce la faccio. 
E invece no! Figuriamoci se non partecipo!


Ho voluto proporvi una cheese cake salata che richiamasse i sapori della tanto amata cucina ligure con prescinseua, zucchine trombetta e basilico.
come base ho voluto tentare la versione salata dei Graham crackers di Cristiana Di Paola - Beuf à la mode.
Sono riuscita a fare quelli semidolci classici proposti da lei e poi ho tentato la versione salata ....deliziosi, mi hanno già chiesto di rifarli.




CHEESE CAKE VERDE LIGURIA 
per una tortiera diametro 20 cm, con base ammovibile

Per la base
150 g di graham crackers salati (ricetta sotto) ridotti in polvere nel mixer
75 g di burro fuso non bollente


Per il ripieno
250 g di prescinseua
250 g formaggio tipo quark

50 g di parmigiano reggiano grattugiato
200 g di panna liquida
10 g di colla di pesce
maggiorana 
pepe
sale


Per il topping
300 g di zucchine trombetta
2 cipollotti freschi
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
sale
pepe
1 mazzo di basilico
100 ml di brodo di verdure freddo
5 g di colla di pesce 



Mescolare bene il burro e la polvere dei biscotti e compattare bene sul fondo della tortiera. Mettere in frigo o freezer a rassodare per 15 minuti.

Mettete a bagno la colla di pesce del ripieno in acqua fredda.
Portate a ebollizione metà panna e scioglieteci la colla di pesce. Aggiungete il resto della panna fredda e mescolate bene.
Mescolate i formaggi battendo bene per rendere il composto spumoso, liscio ed omogeneo. aggiungete la panna e insaporite con pepe sale e maggiorana. Versate il composto sulla base di biscotti ben fredda e mettete in frigo a rassodare.


Mettete a bagno la colla di pesce del topping in acqua fredda
Saltate in padella nell'olio le zucchine con i cipollotti e metà del basilico, tenendoli al dente. Salate, pepate e fate raffreddare.
Portate a ebollizione 50 g di brodo e scioglieteci la colla di pesce. aggiungete il resto del brodo freddo, mescolate bene.




Riprendete la torta dal frigo, coprite abbondantemente la superficie di zucchine trifolate, versate qualche mestolino di brodo e gelatina freddo in modo che le zucchine siano coperte di liquido. Aggiungete qualche fogliolina di basilico e rimettete in frigo per almeno 6 ore a indurire completamente.

Per sformare perfettamente la torta scaldate leggermente l'anello rimovibile prima di aprirlo. Aprite delicatamente, rimuovete l'anello e aiutandovi con una spatola fate scivolare la torta dalla base della tortiera sul piatto di portata.


Io l'ho servita accompagnata da un'insalata di pomodorini gialli e rossi con basilico fresco.






GRAHAM CRACKERS SALATI


 215 g di farina di grano tenero 0
30 g di crusca di frumento
30 g di farina d'avena
50 g di parmigiano grattugiato
 1/2 cucchiaino di sale
1/2  cucchiaino di lievito
 1/4  cucchiaino di bicarbonato
85 g di burro freddo tagliato in piccoli cubi
8-10 cucchiai di latte
 1 cucchiaino di paprika forte

Unite e mescolate tutti gli ingredienti secchi. Trasferiteli in un mixer ed aggiungete il burro. Fate lavorare l'impasto per pochi secondi. Miscelate gli ingredienti liquidi ed uniteli al composto. Formate una palla omogenea che avvolgerete nella pellicola. fate riposare in frigorifero anche per una notte intera. Riprendete l'impasto e stendetelo con il matterello in modo tale da ottenere un rettangolo di spessore 3 mm circa. 
Pareggiate i bordi e con un coltello ricavate dei quadrati o rettangoli. Con i rebbi di una forchetta realizzate dei buchi sulla superficie dei biscotti. Infornate a 170° per 15 minuti. 


Questa ricetta partecipa all MTC 57






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sabato 21 maggio 2016

sfumature di cioccolato

Altro mese altra sfida....con questa banda di matti che e' l'MTChallenge non ci si annoia mai!
Appena ho letto che AnnaLu e Fabio  avevano deciso che il cheesecake sarebbe stato l'argomento della sfida di questo mese, mi si sono illuminati gli occhi.
In un attimo mi stavo scraniando per pensare a qualcosa di tremendamente originale e fashion....poi e' andata diversamente....
E' andata che la gola mi ha indirizzata su due ricette salate, che non brillavano certo per originalita', ma erano di un buono, ma di un buonoooo!!!!
E' andata anche che le ho portate a casa di amici a cena e non ho potuto fare la foto del cheesecake tagliato...non mi pareva molto carino fermare tutti e imbastire un set fotografico perche' "scusateeeee, le foto per lemmetticciiiii!!!"
E' andata anche che tutte e due avevano dei lievi difetti strutturali, quindi le pubblichero' fuori gara (seguira' post) perche' nonostante questo meritano davvero di essere assaggiate!

Poi una mattina mi sono svegliata con la voglia di cioccolato, che volendo e' una delle prime cose a cui si pensa parlando di cheesecake, quindi mi sono detta "al diavolo l'originalita'"...alla fine un dolce deve essere buono, non per forza stravagante!
Questo cheesecake ha tutti i sapori che adoro....alla fine e' andata cosi'!


Cheesecake full chocolate e mandorle pralinate - Paola
Ingredienti x uno stampo da 20 cm:

Per la base:
200 gr di digestive
1  cucchiaino di cacao amaro
100 gr di burro fuso

Per la crema:
250 gr di ricotta vaccina
250 gr di formaggio tipo Philadelphia
1 barattolo da 390 gr di latte condensato
200 gr di panna da montare
8 gr di colla di pesce
50 ml di latte
100 gr di cioccolato bianco
100 gr di cioccolato al latte
100 gr di cioccolato fondente (io al 70%)

Per il topping:
100 gr di cioccolato fondente
20 gr di burro
3 cucchiai di panna fresca
mandorle pralinate q.b.

Per le mandorle pralinate la ricetta la trovate QUI.


Preparate le mandorle pralinate anche in anticipo, si conservano finche' non le mangiate tutte (quindi a casa mia pochissimo perche' io ne sono golosissima!)

Preparate la base riducendo a farina i biscotti col cacao e mescolandoli poi al burro fuso. Mettere il composto nello stampo e pressarlo bene per compattarlo e livellarlo. Riporre in frigo a rassodare almeno mezzora. Intanto prepariamo la crema.

Mettere la colla di pesce in ammollo in acqua fredda.
In una terrina mescolare la ricotta e il formaggio e con una frusta amalgamarli bene per rendere cremoso il tutto. Aggiungere quindi il latte condensato e in ultimo la panna montata ben ferma, mescolando delicatamente per non smontarla
Scaldare il latte. Togliere la gelatina dall'acqua e strizzarla bene, quindi scioglierla nel latte caldo. Aggiungere alla gelatina sciolta un paio di cucchiai di crema e mescolare, quindi unire i due composti e amalgamare bene.
Dividere il composto in tre ciotole.
Sciogliere a bagno maria il cioccolato bianco e unirlo alla prima ciotola.
Prendere la teglia dal frigo  e versare il composto al cioccolato bianco sopra la base di biscotti e distribuire in uno strato omogeneo. Rimettete in frigo!
Nel frattempo sciogliete a bagno maria il cioccolato al latte e unitelo alla seconda ciotola. mescolate bene, prendete la teglia dal frigo e versate il composto sopra lo strato al cioccolato bianco, livellate e rimettete in frigo.
Ripetete la stessa operazione per il cioccolato fondente che diventera' l'ultimo strato del cheesecake.
Lasciate rassodare in frigorifero il cheesecake per almeno 4 ore.

Preparate il topping sciogliendo  cioccolato e burro a bagnomaria. Aggiungere panna tiepida fino ad ottenere una consistenza cremosa ma non eccessivamente liquida.
Versare la salsa di cioccolato sulla torta e decorare con le mandorle pralinate.
Enjoy your cheesecake!






Un abbraccio
Paola.



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lunedì 16 maggio 2016

VITELLO TONNATO ALLA MANIERA RUSTICA ANTICA

Di Vittoria

Oggi per il Calendario del Cibo Italiano dell’Associazioni Italiana Food Blogger è la Giornata Nazionale del Vitel Tonnè, presentato dalla bravissima ambasciatrice Antonella Eberlin, qui il suo interessantissimo articolo.



Io partecipo volentieri a questa Giornata Nazionale perchè nella mia famiglia si è sempre fatto e piace a tutti molto. Ogni volta che arriva in tavola è una festa.
Quando ero bambina lo mangiavo da mia nonna paterna, nei pranzi estivi con tutta la famiglia, un esercito di zii e cugini, riuniti in campagna per le vacanze.
Poi lo faceva mia mamma, buonissimo, morbido e saporito, con la salsa cremosa golosissima ..... l'avete mai mangiata spalmata sul pane tostato? Goduria pura. 
Adesso il testimone è passato alla nostra generazione di figlie e presto passerà di nuovo alle nipoti e tutti amiamo questa ricetta che sa subito di estate e di festa. 
In casa mia si è sempre servito come secondo, ma in quantità ridotte è uno dei classicissimi antipasti piemontesi. Lo potete trovare in tutti i menù, è una certezza, ma quasi tutti vi proporranno la versione "moderna"  con la carne lessa e la salsa a base di maionese, tonno, acciughe e capperi.
Qualche anno fa, a pranzo da un carissimo amico, ho avuto occasione di assaggiarlo preparato da sua mamma con una ricetta totalmente diversa in cui la carne viene cotta in casseruola in un sughetto di vino bianco, tonno, acciughe e capperi. Fu una scoperta e, dopo alcune ricerche in merito, ho appurato che di versioni ne esistono anche altre.
La più antica ha carne cotta in umido con acciughe, il tonno non c'è proprio.
Poi ho trovato una versione in umido con tonno acciughe capperi e una versione con carne lessa e salsa con solo acciughe, tuorli di uovo sodo e prezzemolo .... insomma le varianti sono molte e tutte gustosissime.
Per partecipare a questa Giornata Nazionale ho scelto quest'ultima versione, insolita per la presenza di tuorli di uovo sodo e del prezzemolo nella salsa. L'ho trovata squisita, bisogna solo fare attenzione al sale perchè tutti gli ingredienti sono già molto salati.

VITELLO TONNATO ALLA MANIERA RUSTICA ANTICA
versione con carne lessa - in uso nelle campagne albesi e langarole

Ingredienti
1 kg di rotondino di vitello (o altro pezzo privo di nervature)
2 lt court-bouillon freddo
1 uovo sodo
1 manciata di capperi piccoli sottosale
1 ciuffetto di prezzemolo

Per il court-bouillon
2 lt acqua 
1 bicchiere di vino bianco
2 cucchiai di aceto bianco
odori da brodo (sedano, carota, cipolla, porro, prezzemolo, alloro, pepe nero, chiodo di garofano)
Per la salsa
200 g tonno sott'olio
3 uova quasi sode - solo i tuorli
4 o 5 acciughe sottosale ben lavate
1 manciata di capperi sottosale ben lavati
1 manciata di foglie di prezzemolo tritate
mezzo bicchiere di olio extravergine di oliva.
un pochino del brodo di cottura

Preparate il court-bouillon facendo sobbollire per almeno un'ora tutte le verdure e aromi nell'acqua. Salate pochissimo. Filtrate e rimettete in pentola.
Riportate a ebollizione il brodo e mettete a lessare il pezzo di carne per circa 40 minuti. Dev'essere cotto, ma senza esagerare altrimenti risulterà asciutto. Fate raffreddare.
Intanto preparate la salsa frullando tutti gli ingredienti insieme e allungando con poco brodo se risultasse troppo densa.
Affettate la carne sottile, ma senza esagerare e disponetela in un piatto che avrete già velato di salsa. Ricoprite con la salsa, decorate con capperi, rondelle di uovo sodo e prezzemolo e servite.




Note: 
La ricetta è tratta da "La Cucina del Piemonte" di G.Goria - ed. Franco Muzzio editore - pag 92





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mercoledì 4 maggio 2016

CIVET DELLA LEPRE FUGGITA

Di Vittoria
Oggi il Calendario del Cibo Italiano di AIFB, Associazione Italiana Food Blogger, festeggia la Giornata Nazionale del CivetA raccontarci questa bellissima ricetta è Maria Pia Bruscia di La Apple Pie di Mary Pie

Io aggiungo il mio contributo con una variante particolare 


Il Civet è una antica preparazione piemontese riservata alla cacciagione di pelo, lepre e cinghiale soprattutto, che dopo opportuna frollatura vengono cotti in umido e in cui vengono usati sia il sangue che il fegato tritato per legare il sugo.
Molte vecchie trattorie piemontesi fino a pochi anni fa avevano a disposizione animali appena cacciati forniti dai contadini localie proponevano questo piatto in tutta la sua ricchezza di sapori e consistenze. Fra queste l'Osteria Al Podio di Caterina Panero a Bene Vagienna. L'Osteria non c'è più, ma la sua particolare ricetta di civet è rimasta. Lei cucinava così lepre cinghiale e anche coniglio. La particolarità di questa versione è l'uso di vino bianco invece di un corposo nebbiolo come da tradizione. Risulta una preparazione più aromatica e "leggera" al gusto.
Al giorno d'oggi è molto raro avere sottomano una lepre appena cacciata in modo da poterne recuperare e refrigerare il sangue per utilizzarlo ....in effetti è abbastanza difficile trovare una lepre fresca, quindi anche il fegato non è disponibile. 
A questo punto ho preferito immaginare che la lepre sia rimasta a saltellare nel bosco e ho utilizzato il coniglio. I tempi di marinatura e cottura si accorciano notevolmente. Il primo da 36 ore a 6-8 e il secondo da 2 ore e mezza a un'ora scarsa.

Riporto la ricetta originale in foto e quella modificata da me più sotto

 Ricetta di Caterina Panero tratta dal libro Ricette delle Osterie di Langa - Slow Food Editore

CIVET DELLA LEPRE FUGGITA

1 coniglio con il suo fegato
1 cipolla
1 carota
1 gambo di sedano
1 spicchio di aglio
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
sale
30 g di cioccolato fondente 70% (sostituisce il sangue sia per dolcezza che per cremosità)

per la marinata
1 bottiglia di vino bianco secco
1 cipolla
1 carota
1 gambo di sedano
1 spicchio di aglio
1 rametto di rosmarino
1 foglia di alloro
1 chiodo di garofano
1 pezzetto di cannella

La sera prima mettete il coniglio a marinare nel vino bianco con tutti le erbe e verdure. La mattina scolate i pezzi e asciugateli. Tenete la marinata e buttate le verdure.
Rosolate i pezzi di coniglio su una piastra ben calda. 
In un tegame di coccio con l'olio ed eventuali pezzetti di grasso del coniglio fate soffriggere le verdure che avrete tritato insieme al fegato.
Aggiungete i pezzi di coniglio, salate, fate insaporire e portate a cottura aggiungendo un po' della marinata mano a mano che si asciuga. Negli ultimi 10 minuti aggiungete il cioccolato a pezzettini.
Deve restare un bel sugo abbondante e cremoso.
Servite accompagnato da purè di patate.




Buon appetito, Vittoria




fonti
Ricette delle Osterie di Langa - Slow Food Editore




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lunedì 25 aprile 2016

BISCOTTINI ALLE CARRUBE PER MTC 56

Di Vittoria Traversa




E siamo agli sgoccioli anche di questo mese di Aprile, io continuo ad arrancare in salita, e che salita, ma non potevo mancare alla sfida dolcissima lanciata da Dani e Juri diAcquaementa per questo MTC 56. Ebbene si, con MTChallenge si continua a giocare e a  imparare e questo mese lo staff tutto con al comando Alessandra, Juri e Dani si sono messi d’accordo per lanciare la sfida più dolce e profumata che potevano.

QUESTO MESE BISCOTTI!


E come sempre sembra facile ma non è così. E’ una sfida molto tecnica, ricchissima di spunti da studiare relativi alla pasta frolla, i suoi componenti, le tecniche di lavorazione e di conservazione. Su MTChallenge trovate moltissimi post chiarificatrici, una vera miniera di sapere.

Ho scelto di farvi assaggiare dei biscotti stupendi che ho assaggiato più volte nei miei molteplici viaggi in sicilia. Son biscottini dal sapore particolare, tipici della zona di Ragusa dove la coltivazione del carrubo è intensiva.
La farina di carrube è l’ingrediente che caratterizza questi biscottini e ho avuto la fortuna di  procurarmela proprio a Catania la scorsa settimana!

Fra le tre ricette proposte da Dani e Juri di Acquaementa  ho scelto la frolla classica sostituendo 50 g di farina con altrettanti di farina di carrube.



Frolla classica di Leonardodi Carlo

Ingredienti:
  • 200 g di farina
  • 50 g di farina di carrube
  • 125 g di burro (82% di materia grassa)
  • 2,5 g di sale fino
  • 1 g di buccia d’arancia (non trattata)
  • 125 g di zucchero a velo
  • 42,5 g di uova intere (un uovo piccolo)
Preparazione
Mescolare, a mano o con la planetaria con la foglia, la materia grassa con sale e aromi. Unire lo zucchero e le uova e lavorare il tutto fino a completo assorbimento. Unire le polveri e lavorare fino a ottenere un impasto omogeneo.

Ho seguito tutte le istruzioni accurate che ci hanno dato Juri e Dani. Qui trovate tutte e tre le ricette originali con le istruzioni accurate. 

Dalla ricetta originale ho modificato le farine e ho omesso due aromi che secondo me non sarebbero stati compatibili con la farina di carrube molto profumata.
La pasta ha riposato in frigo tutta la notte, poi ho steso e formato i biscottini tagliandoli e rigandoli con la tavoletta rigagnocchi. 
Cottura a 170 gradi per 20 minuti. Fate attenzione alla cottura perchè non si percepisce la doratura.




Questa ricetta pertecipa all’MTC 56 di Aprile




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giovedì 21 aprile 2016

Ci facciamo un (biscotto al) TE?

Aspettavo proprio te!
Non diciamo così a un'amica che passa a trovarci? Magari anche inaspettatamente eh..., ma cosa c'è di meglio di accogliere qualcuno con un "aspettavo proprio te...preparo una tazza di te, ti va?"
Poi vabbè....ormai ccciò un'età e magari invece del te ci scappa una tisana... ma il bello è l'atmosfera che si crea intorno a quelle tazze!
E quindi grazie a Dani e Juri del blog Acqua e menta che ci hanno sfidati a suon di biscotti, ho provato a rendere speciale questo te tra amici....


Biscotti al te - di Paola
Ingredienti:
240 gr di farina
120 gr di burro freddo di frigo
100 gr di zucchero a velo
2 tuorli
scorza di mezzo limone grattugiata
1 cucchiano di te (io Pure Ceylon Tea di quella famosa marca inglese....Twi...s)
1 pizzico di sale
120 gr di cioccolato fondente.

La mia è una frolla sablè, che rimane friabile e "scioglievole" in bocca.


Ho messo il burro nella farina e l'ho lavorato con i polpastrelli per ottenere delle briciole.
A questo punto ho aggiunto lo zucchero a velo e i 2 tuorli, la scorza di limone grattugiata, un cucchiano di te in foglie e il pizzico di sale.
Ho impastato tutto fino ad ottenere una palla che poi ho avvolto in pellicola e messo in frigo a riposare.
Il riposo può essere anche breve, una mezzora può bastare. Ma l'impasto può restare in frigo anche un paio di giorni all'occorrenza.

Stendere quindi la pasta frolla con un mattarello allo spessore di 3 mm. Quindi tagliare dei rettangoli con un coppapasta o un coltello e poi eliminare due triangoli di pasta su un lato per dargli la classica forma di bustina da te. Per fare il buchino ho infilato uno stuzzicadenti che ho lasciato in cottura.
Cuocere a 170 gradi per circa 10-12 minuti, a seconda del forno. Devono dorare ma non scurire.
Una volta freddi rimuovere lo stuzzicadenti.
Sciogliere il cioccolato fondente, versarlo in un bicchiere e quindi intingere un pezzo di biscotto fino all'altezza che preferite, deve sembrare il te contenuto dei filtri, ecco!
Legare quindi un pezzo di spago da cucina a un messaggio che volete dare a chi dividerà il te con voi!
Il biscotto al te!


Con questa ricetta partecipo alla sfida numero 56 dell' MTChallenge
Ragazze...grazie di esistere!

Un abbraccio a tutti
Paola

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domenica 17 aprile 2016

Nutella Cheesecake di Nigella


















Un dolce semplicissimo e veloce come solo Nigella sa fare e naturalmente golosissimo
Dal blog di Nigella Lawson con alcune mie piccole variazioni

CHEESECAKE ALLA NUTELLA

250 g di biscotti Digestive (io grancereali)
75 g burro pomata
un barattolo di Nutella da 400g a temperatura ambiente
100 g di nocciole tostate e pestate grossolanamente
500 g di Philadelfia (io 300 philadelfia e 300 ricotta)
60 g zucchero a velo setacciato
4 g di colla di pesce (mia aggiunta)
latte qb

Frullare in un mixer i biscotti, il burro, un cucchiaio di nutella e due di nocciole fino ad avere un composto farinoso. Imburrare e foderare uno stampo a cerniera di cm 22. Pressare il composto di biscotti e burro sul fondo aiutandosi con un cucchiaio, mettere in freezer per 20'
Ammollare la colla di pesce in acqua fredda e scioglierla in un dito di latte caldo, fare raffreddare
Montare con una frusta i formaggi con lo zucchero fino ad ottenere un composto liscio e senza grumi, unire la colla di pesce e mescolare energicamente
Unire la nutella e continuare a mescolare fino ad avere un composto omogeneo
Prendere la teglia dal freeeze, disporre sul fondo una manciata di nocciole e versare sopra il composto di formaggi e nutella. Battere lo stampo sul tavolo per evitare la formazione di bolle d'aria all'interno.
Cospargere la superficie con le nocciole rimaste
Porre in frigo per almeno sei ore e servire freddo
Nadia




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domenica 10 aprile 2016

Torta Belixedda

Questa tortina è stata pensata per usare delle scorze di arancia candita siciliane profumatissime in un impasto che ne esaltasse la particolarità. L'impasto per eccellenza sarebbe un lievitato, ma visto la mia poca propensione per questo tipo di impasto ho optato per una tortina. E pensa che ti ripensa ho realizzato l'impasto della Sacher di Pierre Herme, (cito come mie fonti l'amica cara Ilaria Fioravanti di Dolcisognare e la sempre mitica Paola Lazzari di Interno Otto Ammodomio) ma con della cioccolata bianca..


La farcitura è stata realizzata con della marmellata di arance, fatta in casa, che mi è stata regalata frullata insieme a pistacchi della Sicilia e le scorze candite. La copertura con della cioccolata al latte aromatizzata al mandarino e sale fusa (Venchi).  Ed è nata questa Tortina Belixedda, termine con cui in Sardegna si indica qualcosa di grazioso ma in senso ironico o tenero. L'impasto mi ha dato soddisfazione perchè rimane morbido, umido al punto giusto, tanto che non necessita di bagna nella farcitura e inoltre tiene per diversi giorni. Già l'avevo notato con l'impasto originale della Sacher e questa è una ulteriore conferma.

Ingredienti base.
4 uova
100 gr. di cioccolato bianco
60 gr. di burro
70 gr. di zucchero fine
60 gr. di farina
acqua di fiori d'arancia

Per la farcitura
100 gr. di scorze di arancia candite
100 gr. di pistacchi naturali
5 cucchiai di marmellata di arance (per me home made)

Per la copertura 
70 gr. di cioccolata al latte salata all'aroma mandarino (Venchi)
scorze e pistacchi per decorare

Esecuzione:
Tritare il cioccolato e scioglierlo nel microonde per un minuto con il burro. Attendere che si intiepidisca e aggiungere a filo i quattro tuorli di uova sbattuti velocemente con una forchetta e mescolare bene A parte montare i quattro album con lo zucchero, aggiunto poco alla volta, fino ad ottenere una meringa non troppo soda. Versare qualche cucchiaio di meringa nel composto con il cioccolato.  Infine ancora setacciare la farina e versarla sul composto. Aromatizzare con un cucchiaio di acqua di fiore d'arancia Rovesciare su una teglia da 20/ 22 di diametro imburrata e infarinata e cuocere a 180 gradi per 45 minuti.
Osservazioni: nel fondere il cioccolato bianco bisogna prestare la massima attenzione perchè si granisce rapidamente. Perciò è meglio far passare trenta secondi al micro per poi mescolare e rimettere a fondere qualora ce ne sia ancora bisogno. Intiepidire poi la cioccolata fusa fino a trentacinque gradi, Anche qui il rischio è che versando i tuorli il composto di burro e cioccolato tenda a rapprendersi e indurirsi. Ho pertanto aggiunto qualche cucchiaiata di farina in modo che l'impasto si mantenesse liscio e lavorabile.
Io ho usato uno stampo a cuore che mi piaceva.
Nel frattempo frullare insieme la marmellata i pistacchi e le scorze.
Una volta fredda dividere la torta in tre strati e ricoprire ogni strato con la marmellata. Ricomporre il dolce e posizionarlo su una griglia sopra della carta forno. Fondere al microonde la cioccolata per la copertura e una volta pronta versatela nella superficie del dolce.Spatolare la cioccolata sul bordo. Decorare a piacere con pistacchi tritato e scorze d'arancia a dadini.
Vorrei dedicare questa torta ad una carissima e meravigliosa amica che in questo momento ha il cuore spezzato in tre come quella della torta e che vorrei tanto che al più presto si possa ricomporre, farcito e decorato con dolcezze, perchè lo merita.


Miri


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giovedì 31 marzo 2016

SIAMO TOURNATI - LE TORTE SALATE & L'MTCHALLENGE IN TOUR

di Vittoria

Ebbene si, eccoci qui di nuovo, molto emozionati, ad annunciarvi che da oggi, in tutte le librerie italiane è uscito il nostro bellissimo





Il libro, di cui qui vedete la copertina, è edito da Gribaudo - gruppo Feltrinelli
fotografie di Paolo Picciotto
grafica di Mai Esteve
curato da Alessandra Gennaro
all'interno trovate ben 144 pagine con più di 100 fra ricette, trucchi e consigli di tantissime food blogger che hanno partecipato alla sfida e contribuito a questo bellissimo libro.


Avete presente cosa è l'MTChallenge?
Quella bellissima sfida che ci appassiona tutti i mesi su una ricetta o un ingrediente scelto dal vincitore del mese precedente e che noi interpretiamo in mille modi diversi.
La gara virtuale in cui in tantissimi ci confrontiamo
Quel gioco che è anche scuola dove impariamo un sacco di cose interessanti




Ecco, da questa sfida sono già nati tre libri bellissimi, L'ora del Patè, Insalata da Tiffany e Dolci Regali e oggi questa bellissima nuova uscita, Torte Salate.

Un pieno di Torte Salate per ogni gusto e ogni occasione, tutte assolutamente provate e testate molte volte. In più un mucchio di trucchi e consigli per una riuscita perfetta.

Una cosa molto importante
Parte del ricavato dalla vendita di questo libro andrà a sostegno del Progetto de La Piazza dei Mestieri a sostegno di giovanissimi fra i 14 e i 20 anni che "lentamente scivolano verso forme di esclusione sociale, che tendono ad abbandonare la scuola, che vivono una marginalità rispetto al tessuto sociale"

Non vi resta che venire numerosi a una delle presentazioni che faremo nei prossimi giorni in giro per tutta Italia, qui trovate tutti gli appuntamenti.



Questi i luoghi e le date del tour di presentazione, a cui invito tutti voi a partecipare.
  • Milano Giovedì 31/03 ore 18,30 Libreria Mondadori Megastore via Marghera 28 - interviene Fernanda Roggero 
  • Torino Lunedì 04/04 ore 18,30 Piazza dei Mestieri, via Jacopo Durandi, 13 (primo piano)    
  • Genova Martedì 05/04 ore 18 la Feltrinelli Libri e Musica Via Ceccardi 16r – interviene Sergio Rossi
  • Verona Mercoledì 06/04 ore 18 la Feltrinelli Librerie via Quattro Spade 2 - interviene Stefania Berlasso
  • Padova Giovedì 07/04 ore 18 la Feltrinelli Librerie via S.Francesco 7 - interviene Antonino Padovese
  • Firenze Venerdì 08/04 ore 18.30 - la Feltrinelli RED piazza Repubblica 26 - interviene Raffaella Galamini
  • Bologna Martedì 12/04 ore 19 Librerie Coop Eataly via Orefici 19 - interviene Gino Fabbri
  • Parma Mercoledì 13/04 ore 18 la Feltrinelli Libri e Musica via Farini 17 - interviene Arianna Gandolfi
  • Roma Giovedì 14/04 ore 18 la Feltrinelli Libreria via Orlando 78/81 - interviene Eleonora Cozzella
  • Napoli Venerdì 15/04 ore 18 la Feltrinelli Librerie P.za Dei Martiri 23 - interviene Luciano Pignataro
  • Catania Sabato 16/04 ore 18 laFeltrinelli Librerie via Etnea 285 - interviene Andrea Graziano

Vi aspettiamo per festeggiare insieme questo libro appena nato!
Vittoria












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domenica 27 marzo 2016

MTC55 - PSAROSUPA AVGOLEMONO E I RICORDI CHE AFFIORANO

di Vittoria




Eccoci di nuovo alla scadenza della sfida mensile dell’MTC  gioco che continua ad appassionare il web grazie alla costanza e dedizione di Alessandra e di tutto lo staff di redazione. Grazie!

E per questo MTC n.55 ci sfidiamo sul pesceeeeee!

Appena letto il tema della sfida ho fatto i salti di gioia progettando di mangiare zuppette per tutto il mese, poi ovviamente sono stata intralciata in tutti i modi e mi riduco ad oggi ultimo giorno a presentarvi la mia proposta per questo mese.

Annamaria di La Cucina di QB,vincitrice della sfida precedente, ci ha proposto una meravigliosa e semplicissima zuppetta di pesce dell’adriatico, il mitico “Broeto”
Semplicissima in apparenza attenti, perché la semplicità impone un gran rigore di esecuzione, gli errori si pagano cari non essendoci nessuna particolare elaborazione a mascherarli.
Come ci racconta Anna Maria nel suo post, il Broeto nasce come piatto povero della cucina di bordo dei pescatori, che mettevano in pentola ciò che il mare aveva offerto loro quel giorno e che era avanzato dalla vendita.  L’intingolo brodoso a volte arricchito da aromi o qualche verdura e dai pani duri di bordo che completavano il pasto assorbendo il brodo saporito.
Una “ricetta” in continuo cambiamento dato dalla disponibilità della materia prima arricchita dai continui contatti e scambi culturali che apportavano diversi sapori e aromi.
Questo quindi è il vero tema della sfida, una ricetta sempre diversa, ma che unisce come succede ogni volta che ci sediamo a tavola a condividere il cibo.
E ancora Anna Maria  - vi chiedo, alla luce del tema e della ricetta che ha reso possibile questa sfida, avreste voglia di raccontarmi quando, nella vostra vita, un momento legato al cibo ha fatto la "differenza"?

Ci ho pensato su e ho capito che nella mia vita ci sono stati moltissimi momenti significativi legati al cibo, ma uno in particolare mi ha colpito e a questo mi sono agganciata per creare una zuppetta che per sempre resterà legata al quei momenti e a questa sfida che mi ha veramente emozionato.

Il periodo è l’estate scorsa, luglio in particolare.
Mia mamma, che ha sempre avuto una salute di ferro e un’energia incredibile per i suoi 86 anni, stava improvvisamente male da qualche mese e le cose precipitarono più velocemente di quanto le nostre teste riuscissero a realizzare. A luglio la riportammo a casa sua perché trascorresse gli ultimi tempi fra le sue cose, con tutti i problemi di gestione di una persona malata terminale.
La casa si riempì di persone che furono deliziose, gentili, efficientissime nel curarla e assisterla materialmente e noi 5 figlie ci ritrovammo tutte intorno a lei a farle compagnia. Ognuna di noi lasciò i propri impegni e ci alternammo per giorni confortandoci a vicenda. Nessuna voleva allontanarsi e 5 famiglie si trasferirono li intorno alla matriarca per un mese intero.  I pasti si consumavano tutti insieme intorno al grande tavolo in giardino o in cucina. Ognuno cucinava qualcosa o portava da casa sua, ma l’importante era stare tutti insieme, con mariti e figli vicini alla nonna. In quel mese abbiamo cucinato tantissimo insieme nella cucina dove siamo cresciute, abbiamo riso e pianto, conosciuto persone dolcissime e preso decisioni tremende, sempre intorno al tavolo e sempre uniti.

Di questo mese trascorso tutti vicini i nipoti hanno detto
“E’ stato il più bel regalo che ci ha fatto la nonna andandosene, ci ha regalato un mese intero tutti insieme”
e questa affermazione ci ha colpito moltissimo perché era semplicemente vero.

Insieme abbiamo ricordato i momenti splendidi di tutta la vita con la mamma protagonista di mille episodi.  In particolare ci tornarono in mente i dettagli di un meraviglioso viaggio fatto negli anni 70 in Grecia. Viaggio avventuroso in un paese che ancora era governato dal regime dei colonnelli. Eravamo ragazzine e gli eventi politici ancora ci passavano lontani. Abbiamo il ricordo di un paese meraviglioso e vergine dove i turisti non esistevano e neanche le strutture turistiche. Noi viaggiavamo con tende e roulottes fermandoci in spiagge meravigliose e deserte. Spesso si trovavano piccole trattorie dove offrivano quello che avevano, non molto e principalmente verdure, agnello, pollo e pesce.  Pesce appena pescato e subito cotto in modo molto semplice e sublime.  A memoria di quel viaggio magico e della mia mamma, la mitica Nonna Ibidi, vi propongo una semplice zuppa greca arricchita dalla tipica salsa di uovo e limone che la rende sublime e inconfondibile.  A lei sarebbe piaciuta moltissimo.


PSAROSUPA AVGOLEMONO
(4 persone)

Per il brodo
1,5 lt acqua
1 bicchierino di ouzo (io pastis)
½ gambo di sedano
1 cipolla piccola
1 carota
1 ciuffo di finocchietto
2 gambi di prezzemolo
Scarti dei pesci e crostacei che ho usato per la zuppa
1 testa di merluzzo regalata
1 striscia di scorza di limone
Sale
pepe
Mettete tutto a sobbollire a fuoco basso senza coperchio per mezz’ora. Recuperate la polpa commestibile dalle teste di pesce, filtrate il brodo schiacciando bene e tenete in caldo.


Per la salsa
2 uova
Il succo di 2 limoni
1 cucchiaio di farina
Sale
Battete le uova con un pizzico di sale, aggiungete la farina e poi il succo di limone (assaggiate prima di aggiungerlo tutto, dev’essere acidulo, ma non fastidioso). Battete bene perché tutto sia ben amalgamato e senza grumi.










Per la zuppa
800 g di pesce da zuppa, quello che riuscite a trovare, io 1 gallinella, 1nasello, 2 triglie di scoglio, 4 codine di rospo piccoline
500 g di muscoli (cozze) o altre conchiglie
300 g di gamberetti
300 g di totanetti
1 litro circa di brodo di pesce
1 cipolla piccola a fettine sottili
1 carota a bastoncini
1 zucchino a bastoncini
1 patata piccola a dadini
1 spicchio di aglio
1 ciuffetto di finocchietto selvatico tagliuzzato
1 cucchiaio scarso di prezzemolo tritato
2 cucchiai di ouzo (io pastis)
Olio extravergine di oliva
Sale
Pepe

simit


per accompagnare

4 pani simit (pane greco al sesamo) a testa o fette di pane casereccio tostato

1 bicchiere di ouzo (io pastis)





Pulite tutto il pesce e squamatelo. Tagliate via teste e code e tenetele per il brodo. Tagliate i pesci in due o tre pezzi.
Pulite bene i totanetti e sciacquate i gamberi.
Pulite e raschiate le cozze e fatele aprire velocemente. Tenetene una a testa con il mezzo guscio e sgusciate le altre. Tenetele in caldo.
In un tegame largo di coccio fate scaldare l’olio e rosolate l’aglio, poi aggiungete le verdure già lavate e tagliate, fate rosolare velocemente, poi salate, bagnate con il liquore e fate sfumare. Aggiungete le erbe, sale e pepe e portate quasi a cottura le verdure bagnando con poco brodo di pesce. Aggiungete uno o due mestoli di brodo e quando bolle disponete in tegame i pezzi di pesce più grossi. Cuocete qualche minuto, poi continuate ad aggiungere i pesci più piccoli, i totanetti e per ultimi i gamberetti.  Appena il pesce sarà cotto toglietelo delicatamente dal brodo insieme ai pezzi di verdura  e disponeteli in una pirofila. Aggiungete anche i pezzi di pesce recuperati dagli scarti del brodo e anche le cozze e tenete tutto in caldo in forno a 100 gradi.
Nel fondo di cottura aggiungete il brodo necessario a 4 porzioni e scaldatelo fino al limite del bollore, ma non deve bollire assolutamente. Versate dentro la salsa avgolemono mescolando sempre con una frusta finchè non addensa in una crema fluida. Regolate di sale e pepe.
Distribuite il brodo nei piatti, aggiungete sopra i pezzi di pesce e verdure, decorate con le cozze col guscio tenute da parte e con una foglia di prezzemolo e servite con gli anelli di simit o con fette di pane tostato.

Questa ricetta partecipa all MTC n.55 di marzo




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giovedì 25 febbraio 2016

MTC 54: BIGNÈ CON BACCALÀ CREMOSO AL CARAMELLO DOLCEFORTE

di Vittoria


Eccomi all'ultimo minuto con la mia proposta per la sfida di febbraio dell'MTC, ormai un appuntamento a cui non voglio mancare anche se stavolta è stato veramente difficile. Diciamo che non è un periodo sereno e la concentrazione per fare qualcosa di buono mi è mancata giorno dopo giorno fino ad arrivare all'ultimo giorno. Ho fatto almeno 3 o 4 ricette con mieli diversi, tutte buone, ma nessuna che fosse abbastanza interessante. L'idea finalmente è arrivata ieri, organizzata e realizzata di fretta. 
Sono profondamente grata a Michael ed Eleonora di Burro e Miele per la loro scelta di una sfida sul miele che si è rivelata interessantissima.
Io lo sapevo che avrebbero tirato fuori qualcosa di specialissimo, infatti nessuno si aspettava una sfida su un ingrediente specifico.
Diciamo che ci siamo rimasti tutti come dei baccalà


e quindi baccalà sia!




Mi ero preparata un sacco di cose da dire e raccontare sul miele che adoro, ma i pensieri mi impediscono di mettere a fuoco alcunchè, quindi beccatevi la ricetta che mi è proprio piaciuta tanto.


BIGNÈ CON BACCALÀ CREMOSO AL CARAMELLO DOLCEFORTE

I bignè  (ricetta dal libro “La scienza della pasticceria, la chimica del bignè” di Dario Bressanini)
160 g di farina per pane
250 g di acqua
100 g di burro
4 uova medie
3 g di sale



In una pentola scaldate acqua, burro e sale portandoli a bollore vigoroso in modo da disperdere il burro nell’acqua. Appena bolle forte aggiungete la farina tutta insieme e mescolate con un cucchiaio di legno per circa un minuto finchè no si formerà una pasta densa. Abbassate il fuoco e lavorate la pasta per qualche altro minuto finchè non sarà più appiccicosa e si staccherà dalle pareti formando una palla.
Trasferite la pasta nella ciotola dell’impastatore e lavorate piano per farla raffreddare sotto i 60° cioè sotto la temperatura di cottura delle uova.
Intanto in una ciotola battete le uova incorporando un po’ di aria. Quando l’impasto sarà abbastanza freddo cominciate ad aggiungere le uova in tre o quattro riprese mescolando lentamente incorporando aria all’impasto che deve essere cremoso e abbastanza sostenuto da mantenere la forma quando si estrae dalla sac a poche.
Mettete l’impasto in sac a poche con bocchetta liscia da un centimetro e depositate dei mucchietti da circa 4 centimetri di diametro su una teglia coperta di carta da forno. Se invece volete fare gli eclaire depositate sulla carta da forno dei bastoncini lunghi circa 6 centimetri . Con un dito bagnato di acqua lisciate le punte e le imperfezioni.
Scaldate il forno a 215 °C per circa 15 minuti finchè saranno ben cresciuti, poi abbassate la temperatura a 175 °C e cuocete ancora 10 o 12 minuti per farli asciugare bene.
Fate un piccolo taglio equatoriale e lasciate ad asciugare nel forno spento e leggermente aperto.

La crema di baccalà

300 g di polpa di baccalà dissalato al punto giusto
300 g di patate
sale
1 bicchiere di latte intero
Poco olio extravergine di oliva
Pepe nero

Scaldate un tegame poco olio e mettete a rosolare il baccalà dal lato della pelle. Appena rosolato versate il latte, macinate un poco di pepe, abbassate il fuoco, coprite e fate cuocere lentamente per 10 minuti.
Togliete i pezzi di baccalà dal fondo di cottura, eliminate la pelle e metteteli nel boccale per frullarli.
Nel fondo di cottura fate cuocere la patata a bastoncini sottili, salando solo se necessario e aggiungendo un poco di latte o acqua se asciuga troppo.  Tenere in caldo.
Trasferite le patate nel boccale con il baccalà, mettetene un po’ meno rispetto al pesce, e riducete a crema aggiungendo un poco del fondo di cottura se necessario. Correggere sale e pepe e tenere al caldo.

Cavolo rosso agrodolce

300 g di cavolo rosso
300 g di cipolla rossa
1 mela annurca
Foglia di alloro
100 g di aceto di mele
2 cucchiai di miele di erica
½ bicchiere di traminer
Olio
Sale
Pepe

Affettare finemente cavolo e cipolla e saltare in padella con olio. Salare e pepare. Bagnare con il vino, far sfumare, poi aggiungere la mela non sbucciata a dadini piccoli. Fare insaporire un momento, poi aggiungere miele e aceto. Lasciare cuocere, a fuoco basso e semi coperto, per circa 15 minuti. Le verdure dovranno essere cotte, ma non spappolate e il liquido tutto assorbito. Tenere in caldo



La glassa agrodolce

2 cucchiai di miele di erica
1 cucchiaino di pasta di peperoncino tailandese
1 o 2 cucchiai di aceto di mele
sale

In un pentolino unire tutti gli ingredienti e fare bollire qualche minuto fino ad ottenere un caramello agrodolce e salato. Se tende a solidificare troppo aggiungete poco aceto. Raffreddando solidifica ulteriormente












Poco prima di servirli, aprite i bignè o eclaire a metà e farciteli con la spuma di baccalà.
Chiudete parzialmente in modo che si veda la crema e glassate con il caramello intiepidito.
Serviteli subito sopra un cuscino di cavolo rosso







Questa ricetta partecipa all' MTChallenge n.54 di febbraio



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