lunedì 25 aprile 2016

BISCOTTINI ALLE CARRUBE PER MTC 56

Di Vittoria Traversa




E siamo agli sgoccioli anche di questo mese di Aprile, io continuo ad arrancare in salita, e che salita, ma non potevo mancare alla sfida dolcissima lanciata da Dani e Juri diAcquaementa per questo MTC 56. Ebbene si, con MTChallenge si continua a giocare e a  imparare e questo mese lo staff tutto con al comando Alessandra, Juri e Dani si sono messi d’accordo per lanciare la sfida più dolce e profumata che potevano.

QUESTO MESE BISCOTTI!


E come sempre sembra facile ma non è così. E’ una sfida molto tecnica, ricchissima di spunti da studiare relativi alla pasta frolla, i suoi componenti, le tecniche di lavorazione e di conservazione. Su MTChallenge trovate moltissimi post chiarificatrici, una vera miniera di sapere.

Ho scelto di farvi assaggiare dei biscotti stupendi che ho assaggiato più volte nei miei molteplici viaggi in sicilia. Son biscottini dal sapore particolare, tipici della zona di Ragusa dove la coltivazione del carrubo è intensiva.
La farina di carrube è l’ingrediente che caratterizza questi biscottini e ho avuto la fortuna di  procurarmela proprio a Catania la scorsa settimana!

Fra le tre ricette proposte da Dani e Juri di Acquaementa  ho scelto la frolla classica sostituendo 50 g di farina con altrettanti di farina di carrube.



Frolla classica di Leonardodi Carlo

Ingredienti:
  • 200 g di farina
  • 50 g di farina di carrube
  • 125 g di burro (82% di materia grassa)
  • 2,5 g di sale fino
  • 1 g di buccia d’arancia (non trattata)
  • 125 g di zucchero a velo
  • 42,5 g di uova intere (un uovo piccolo)
Preparazione
Mescolare, a mano o con la planetaria con la foglia, la materia grassa con sale e aromi. Unire lo zucchero e le uova e lavorare il tutto fino a completo assorbimento. Unire le polveri e lavorare fino a ottenere un impasto omogeneo.

Ho seguito tutte le istruzioni accurate che ci hanno dato Juri e Dani. Qui trovate tutte e tre le ricette originali con le istruzioni accurate. 

Dalla ricetta originale ho modificato le farine e ho omesso due aromi che secondo me non sarebbero stati compatibili con la farina di carrube molto profumata.
La pasta ha riposato in frigo tutta la notte, poi ho steso e formato i biscottini tagliandoli e rigandoli con la tavoletta rigagnocchi. 
Cottura a 170 gradi per 20 minuti. Fate attenzione alla cottura perchè non si percepisce la doratura.




Questa ricetta pertecipa all’MTC 56 di Aprile




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giovedì 21 aprile 2016

Ci facciamo un (biscotto al) TE?

Aspettavo proprio te!
Non diciamo così a un'amica che passa a trovarci? Magari anche inaspettatamente eh..., ma cosa c'è di meglio di accogliere qualcuno con un "aspettavo proprio te...preparo una tazza di te, ti va?"
Poi vabbè....ormai ccciò un'età e magari invece del te ci scappa una tisana... ma il bello è l'atmosfera che si crea intorno a quelle tazze!
E quindi grazie a Dani e Juri del blog Acqua e menta che ci hanno sfidati a suon di biscotti, ho provato a rendere speciale questo te tra amici....


Biscotti al te - di Paola
Ingredienti:
240 gr di farina
120 gr di burro freddo di frigo
100 gr di zucchero a velo
2 tuorli
scorza di mezzo limone grattugiata
1 cucchiano di te (io Pure Ceylon Tea di quella famosa marca inglese....Twi...s)
1 pizzico di sale
120 gr di cioccolato fondente.

La mia è una frolla sablè, che rimane friabile e "scioglievole" in bocca.


Ho messo il burro nella farina e l'ho lavorato con i polpastrelli per ottenere delle briciole.
A questo punto ho aggiunto lo zucchero a velo e i 2 tuorli, la scorza di limone grattugiata, un cucchiano di te in foglie e il pizzico di sale.
Ho impastato tutto fino ad ottenere una palla che poi ho avvolto in pellicola e messo in frigo a riposare.
Il riposo può essere anche breve, una mezzora può bastare. Ma l'impasto può restare in frigo anche un paio di giorni all'occorrenza.

Stendere quindi la pasta frolla con un mattarello allo spessore di 3 mm. Quindi tagliare dei rettangoli con un coppapasta o un coltello e poi eliminare due triangoli di pasta su un lato per dargli la classica forma di bustina da te. Per fare il buchino ho infilato uno stuzzicadenti che ho lasciato in cottura.
Cuocere a 170 gradi per circa 10-12 minuti, a seconda del forno. Devono dorare ma non scurire.
Una volta freddi rimuovere lo stuzzicadenti.
Sciogliere il cioccolato fondente, versarlo in un bicchiere e quindi intingere un pezzo di biscotto fino all'altezza che preferite, deve sembrare il te contenuto dei filtri, ecco!
Legare quindi un pezzo di spago da cucina a un messaggio che volete dare a chi dividerà il te con voi!
Il biscotto al te!


Con questa ricetta partecipo alla sfida numero 56 dell' MTChallenge
Ragazze...grazie di esistere!

Un abbraccio a tutti
Paola

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domenica 17 aprile 2016

Nutella Cheesecake di Nigella


















Un dolce semplicissimo e veloce come solo Nigella sa fare e naturalmente golosissimo
Dal blog di Nigella Lawson con alcune mie piccole variazioni

CHEESECAKE ALLA NUTELLA

250 g di biscotti Digestive (io grancereali)
75 g burro pomata
un barattolo di Nutella da 400g a temperatura ambiente
100 g di nocciole tostate e pestate grossolanamente
500 g di Philadelfia (io 300 philadelfia e 300 ricotta)
60 g zucchero a velo setacciato
4 g di colla di pesce (mia aggiunta)
latte qb

Frullare in un mixer i biscotti, il burro, un cucchiaio di nutella e due di nocciole fino ad avere un composto farinoso. Imburrare e foderare uno stampo a cerniera di cm 22. Pressare il composto di biscotti e burro sul fondo aiutandosi con un cucchiaio, mettere in freezer per 20'
Ammollare la colla di pesce in acqua fredda e scioglierla in un dito di latte caldo, fare raffreddare
Montare con una frusta i formaggi con lo zucchero fino ad ottenere un composto liscio e senza grumi, unire la colla di pesce e mescolare energicamente
Unire la nutella e continuare a mescolare fino ad avere un composto omogeneo
Prendere la teglia dal freeeze, disporre sul fondo una manciata di nocciole e versare sopra il composto di formaggi e nutella. Battere lo stampo sul tavolo per evitare la formazione di bolle d'aria all'interno.
Cospargere la superficie con le nocciole rimaste
Porre in frigo per almeno sei ore e servire freddo
Nadia




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domenica 10 aprile 2016

Torta Belixedda

Questa tortina è stata pensata per usare delle scorze di arancia candita siciliane profumatissime in un impasto che ne esaltasse la particolarità. L'impasto per eccellenza sarebbe un lievitato, ma visto la mia poca propensione per questo tipo di impasto ho optato per una tortina. E pensa che ti ripensa ho realizzato l'impasto della Sacher di Pierre Herme, (cito come mie fonti l'amica cara Ilaria Fioravanti di Dolcisognare e la sempre mitica Paola Lazzari di Interno Otto Ammodomio) ma con della cioccolata bianca..


La farcitura è stata realizzata con della marmellata di arance, fatta in casa, che mi è stata regalata frullata insieme a pistacchi della Sicilia e le scorze candite. La copertura con della cioccolata al latte aromatizzata al mandarino e sale fusa (Venchi).  Ed è nata questa Tortina Belixedda, termine con cui in Sardegna si indica qualcosa di grazioso ma in senso ironico o tenero. L'impasto mi ha dato soddisfazione perchè rimane morbido, umido al punto giusto, tanto che non necessita di bagna nella farcitura e inoltre tiene per diversi giorni. Già l'avevo notato con l'impasto originale della Sacher e questa è una ulteriore conferma.

Ingredienti base.
4 uova
100 gr. di cioccolato bianco
60 gr. di burro
70 gr. di zucchero fine
60 gr. di farina
acqua di fiori d'arancia

Per la farcitura
100 gr. di scorze di arancia candite
100 gr. di pistacchi naturali
5 cucchiai di marmellata di arance (per me home made)

Per la copertura 
70 gr. di cioccolata al latte salata all'aroma mandarino (Venchi)
scorze e pistacchi per decorare

Esecuzione:
Tritare il cioccolato e scioglierlo nel microonde per un minuto con il burro. Attendere che si intiepidisca e aggiungere a filo i quattro tuorli di uova sbattuti velocemente con una forchetta e mescolare bene A parte montare i quattro album con lo zucchero, aggiunto poco alla volta, fino ad ottenere una meringa non troppo soda. Versare qualche cucchiaio di meringa nel composto con il cioccolato.  Infine ancora setacciare la farina e versarla sul composto. Aromatizzare con un cucchiaio di acqua di fiore d'arancia Rovesciare su una teglia da 20/ 22 di diametro imburrata e infarinata e cuocere a 180 gradi per 45 minuti.
Osservazioni: nel fondere il cioccolato bianco bisogna prestare la massima attenzione perchè si granisce rapidamente. Perciò è meglio far passare trenta secondi al micro per poi mescolare e rimettere a fondere qualora ce ne sia ancora bisogno. Intiepidire poi la cioccolata fusa fino a trentacinque gradi, Anche qui il rischio è che versando i tuorli il composto di burro e cioccolato tenda a rapprendersi e indurirsi. Ho pertanto aggiunto qualche cucchiaiata di farina in modo che l'impasto si mantenesse liscio e lavorabile.
Io ho usato uno stampo a cuore che mi piaceva.
Nel frattempo frullare insieme la marmellata i pistacchi e le scorze.
Una volta fredda dividere la torta in tre strati e ricoprire ogni strato con la marmellata. Ricomporre il dolce e posizionarlo su una griglia sopra della carta forno. Fondere al microonde la cioccolata per la copertura e una volta pronta versatela nella superficie del dolce.Spatolare la cioccolata sul bordo. Decorare a piacere con pistacchi tritato e scorze d'arancia a dadini.
Vorrei dedicare questa torta ad una carissima e meravigliosa amica che in questo momento ha il cuore spezzato in tre come quella della torta e che vorrei tanto che al più presto si possa ricomporre, farcito e decorato con dolcezze, perchè lo merita.


Miri


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giovedì 31 marzo 2016

SIAMO TOURNATI - LE TORTE SALATE & L'MTCHALLENGE IN TOUR

di Vittoria

Ebbene si, eccoci qui di nuovo, molto emozionati, ad annunciarvi che da oggi, in tutte le librerie italiane è uscito il nostro bellissimo





Il libro, di cui qui vedete la copertina, è edito da Gribaudo - gruppo Feltrinelli
fotografie di Paolo Picciotto
grafica di Mai Esteve
curato da Alessandra Gennaro
all'interno trovate ben 144 pagine con più di 100 fra ricette, trucchi e consigli di tantissime food blogger che hanno partecipato alla sfida e contribuito a questo bellissimo libro.


Avete presente cosa è l'MTChallenge?
Quella bellissima sfida che ci appassiona tutti i mesi su una ricetta o un ingrediente scelto dal vincitore del mese precedente e che noi interpretiamo in mille modi diversi.
La gara virtuale in cui in tantissimi ci confrontiamo
Quel gioco che è anche scuola dove impariamo un sacco di cose interessanti




Ecco, da questa sfida sono già nati tre libri bellissimi, L'ora del Patè, Insalata da Tiffany e Dolci Regali e oggi questa bellissima nuova uscita, Torte Salate.

Un pieno di Torte Salate per ogni gusto e ogni occasione, tutte assolutamente provate e testate molte volte. In più un mucchio di trucchi e consigli per una riuscita perfetta.

Una cosa molto importante
Parte del ricavato dalla vendita di questo libro andrà a sostegno del Progetto de La Piazza dei Mestieri a sostegno di giovanissimi fra i 14 e i 20 anni che "lentamente scivolano verso forme di esclusione sociale, che tendono ad abbandonare la scuola, che vivono una marginalità rispetto al tessuto sociale"

Non vi resta che venire numerosi a una delle presentazioni che faremo nei prossimi giorni in giro per tutta Italia, qui trovate tutti gli appuntamenti.



Questi i luoghi e le date del tour di presentazione, a cui invito tutti voi a partecipare.
  • Milano Giovedì 31/03 ore 18,30 Libreria Mondadori Megastore via Marghera 28 - interviene Fernanda Roggero 
  • Torino Lunedì 04/04 ore 18,30 Piazza dei Mestieri, via Jacopo Durandi, 13 (primo piano)    
  • Genova Martedì 05/04 ore 18 la Feltrinelli Libri e Musica Via Ceccardi 16r – interviene Sergio Rossi
  • Verona Mercoledì 06/04 ore 18 la Feltrinelli Librerie via Quattro Spade 2 - interviene Stefania Berlasso
  • Padova Giovedì 07/04 ore 18 la Feltrinelli Librerie via S.Francesco 7 - interviene Antonino Padovese
  • Firenze Venerdì 08/04 ore 18.30 - la Feltrinelli RED piazza Repubblica 26 - interviene Raffaella Galamini
  • Bologna Martedì 12/04 ore 19 Librerie Coop Eataly via Orefici 19 - interviene Gino Fabbri
  • Parma Mercoledì 13/04 ore 18 la Feltrinelli Libri e Musica via Farini 17 - interviene Arianna Gandolfi
  • Roma Giovedì 14/04 ore 18 la Feltrinelli Libreria via Orlando 78/81 - interviene Eleonora Cozzella
  • Napoli Venerdì 15/04 ore 18 la Feltrinelli Librerie P.za Dei Martiri 23 - interviene Luciano Pignataro
  • Catania Sabato 16/04 ore 18 laFeltrinelli Librerie via Etnea 285 - interviene Andrea Graziano

Vi aspettiamo per festeggiare insieme questo libro appena nato!
Vittoria












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domenica 27 marzo 2016

MTC55 - PSAROSUPA AVGOLEMONO E I RICORDI CHE AFFIORANO

di Vittoria




Eccoci di nuovo alla scadenza della sfida mensile dell’MTC  gioco che continua ad appassionare il web grazie alla costanza e dedizione di Alessandra e di tutto lo staff di redazione. Grazie!

E per questo MTC n.55 ci sfidiamo sul pesceeeeee!

Appena letto il tema della sfida ho fatto i salti di gioia progettando di mangiare zuppette per tutto il mese, poi ovviamente sono stata intralciata in tutti i modi e mi riduco ad oggi ultimo giorno a presentarvi la mia proposta per questo mese.

Annamaria di La Cucina di QB,vincitrice della sfida precedente, ci ha proposto una meravigliosa e semplicissima zuppetta di pesce dell’adriatico, il mitico “Broeto”
Semplicissima in apparenza attenti, perché la semplicità impone un gran rigore di esecuzione, gli errori si pagano cari non essendoci nessuna particolare elaborazione a mascherarli.
Come ci racconta Anna Maria nel suo post, il Broeto nasce come piatto povero della cucina di bordo dei pescatori, che mettevano in pentola ciò che il mare aveva offerto loro quel giorno e che era avanzato dalla vendita.  L’intingolo brodoso a volte arricchito da aromi o qualche verdura e dai pani duri di bordo che completavano il pasto assorbendo il brodo saporito.
Una “ricetta” in continuo cambiamento dato dalla disponibilità della materia prima arricchita dai continui contatti e scambi culturali che apportavano diversi sapori e aromi.
Questo quindi è il vero tema della sfida, una ricetta sempre diversa, ma che unisce come succede ogni volta che ci sediamo a tavola a condividere il cibo.
E ancora Anna Maria  - vi chiedo, alla luce del tema e della ricetta che ha reso possibile questa sfida, avreste voglia di raccontarmi quando, nella vostra vita, un momento legato al cibo ha fatto la "differenza"?

Ci ho pensato su e ho capito che nella mia vita ci sono stati moltissimi momenti significativi legati al cibo, ma uno in particolare mi ha colpito e a questo mi sono agganciata per creare una zuppetta che per sempre resterà legata al quei momenti e a questa sfida che mi ha veramente emozionato.

Il periodo è l’estate scorsa, luglio in particolare.
Mia mamma, che ha sempre avuto una salute di ferro e un’energia incredibile per i suoi 86 anni, stava improvvisamente male da qualche mese e le cose precipitarono più velocemente di quanto le nostre teste riuscissero a realizzare. A luglio la riportammo a casa sua perché trascorresse gli ultimi tempi fra le sue cose, con tutti i problemi di gestione di una persona malata terminale.
La casa si riempì di persone che furono deliziose, gentili, efficientissime nel curarla e assisterla materialmente e noi 5 figlie ci ritrovammo tutte intorno a lei a farle compagnia. Ognuna di noi lasciò i propri impegni e ci alternammo per giorni confortandoci a vicenda. Nessuna voleva allontanarsi e 5 famiglie si trasferirono li intorno alla matriarca per un mese intero.  I pasti si consumavano tutti insieme intorno al grande tavolo in giardino o in cucina. Ognuno cucinava qualcosa o portava da casa sua, ma l’importante era stare tutti insieme, con mariti e figli vicini alla nonna. In quel mese abbiamo cucinato tantissimo insieme nella cucina dove siamo cresciute, abbiamo riso e pianto, conosciuto persone dolcissime e preso decisioni tremende, sempre intorno al tavolo e sempre uniti.

Di questo mese trascorso tutti vicini i nipoti hanno detto
“E’ stato il più bel regalo che ci ha fatto la nonna andandosene, ci ha regalato un mese intero tutti insieme”
e questa affermazione ci ha colpito moltissimo perché era semplicemente vero.

Insieme abbiamo ricordato i momenti splendidi di tutta la vita con la mamma protagonista di mille episodi.  In particolare ci tornarono in mente i dettagli di un meraviglioso viaggio fatto negli anni 70 in Grecia. Viaggio avventuroso in un paese che ancora era governato dal regime dei colonnelli. Eravamo ragazzine e gli eventi politici ancora ci passavano lontani. Abbiamo il ricordo di un paese meraviglioso e vergine dove i turisti non esistevano e neanche le strutture turistiche. Noi viaggiavamo con tende e roulottes fermandoci in spiagge meravigliose e deserte. Spesso si trovavano piccole trattorie dove offrivano quello che avevano, non molto e principalmente verdure, agnello, pollo e pesce.  Pesce appena pescato e subito cotto in modo molto semplice e sublime.  A memoria di quel viaggio magico e della mia mamma, la mitica Nonna Ibidi, vi propongo una semplice zuppa greca arricchita dalla tipica salsa di uovo e limone che la rende sublime e inconfondibile.  A lei sarebbe piaciuta moltissimo.


PSAROSUPA AVGOLEMONO
(4 persone)

Per il brodo
1,5 lt acqua
1 bicchierino di ouzo (io pastis)
½ gambo di sedano
1 cipolla piccola
1 carota
1 ciuffo di finocchietto
2 gambi di prezzemolo
Scarti dei pesci e crostacei che ho usato per la zuppa
1 testa di merluzzo regalata
1 striscia di scorza di limone
Sale
pepe
Mettete tutto a sobbollire a fuoco basso senza coperchio per mezz’ora. Recuperate la polpa commestibile dalle teste di pesce, filtrate il brodo schiacciando bene e tenete in caldo.


Per la salsa
2 uova
Il succo di 2 limoni
1 cucchiaio di farina
Sale
Battete le uova con un pizzico di sale, aggiungete la farina e poi il succo di limone (assaggiate prima di aggiungerlo tutto, dev’essere acidulo, ma non fastidioso). Battete bene perché tutto sia ben amalgamato e senza grumi.










Per la zuppa
800 g di pesce da zuppa, quello che riuscite a trovare, io 1 gallinella, 1nasello, 2 triglie di scoglio, 4 codine di rospo piccoline
500 g di muscoli (cozze) o altre conchiglie
300 g di gamberetti
300 g di totanetti
1 litro circa di brodo di pesce
1 cipolla piccola a fettine sottili
1 carota a bastoncini
1 zucchino a bastoncini
1 patata piccola a dadini
1 spicchio di aglio
1 ciuffetto di finocchietto selvatico tagliuzzato
1 cucchiaio scarso di prezzemolo tritato
2 cucchiai di ouzo (io pastis)
Olio extravergine di oliva
Sale
Pepe

simit


per accompagnare

4 pani simit (pane greco al sesamo) a testa o fette di pane casereccio tostato

1 bicchiere di ouzo (io pastis)





Pulite tutto il pesce e squamatelo. Tagliate via teste e code e tenetele per il brodo. Tagliate i pesci in due o tre pezzi.
Pulite bene i totanetti e sciacquate i gamberi.
Pulite e raschiate le cozze e fatele aprire velocemente. Tenetene una a testa con il mezzo guscio e sgusciate le altre. Tenetele in caldo.
In un tegame largo di coccio fate scaldare l’olio e rosolate l’aglio, poi aggiungete le verdure già lavate e tagliate, fate rosolare velocemente, poi salate, bagnate con il liquore e fate sfumare. Aggiungete le erbe, sale e pepe e portate quasi a cottura le verdure bagnando con poco brodo di pesce. Aggiungete uno o due mestoli di brodo e quando bolle disponete in tegame i pezzi di pesce più grossi. Cuocete qualche minuto, poi continuate ad aggiungere i pesci più piccoli, i totanetti e per ultimi i gamberetti.  Appena il pesce sarà cotto toglietelo delicatamente dal brodo insieme ai pezzi di verdura  e disponeteli in una pirofila. Aggiungete anche i pezzi di pesce recuperati dagli scarti del brodo e anche le cozze e tenete tutto in caldo in forno a 100 gradi.
Nel fondo di cottura aggiungete il brodo necessario a 4 porzioni e scaldatelo fino al limite del bollore, ma non deve bollire assolutamente. Versate dentro la salsa avgolemono mescolando sempre con una frusta finchè non addensa in una crema fluida. Regolate di sale e pepe.
Distribuite il brodo nei piatti, aggiungete sopra i pezzi di pesce e verdure, decorate con le cozze col guscio tenute da parte e con una foglia di prezzemolo e servite con gli anelli di simit o con fette di pane tostato.

Questa ricetta partecipa all MTC n.55 di marzo




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giovedì 25 febbraio 2016

MTC 54: BIGNÈ CON BACCALÀ CREMOSO AL CARAMELLO DOLCEFORTE

di Vittoria


Eccomi all'ultimo minuto con la mia proposta per la sfida di febbraio dell'MTC, ormai un appuntamento a cui non voglio mancare anche se stavolta è stato veramente difficile. Diciamo che non è un periodo sereno e la concentrazione per fare qualcosa di buono mi è mancata giorno dopo giorno fino ad arrivare all'ultimo giorno. Ho fatto almeno 3 o 4 ricette con mieli diversi, tutte buone, ma nessuna che fosse abbastanza interessante. L'idea finalmente è arrivata ieri, organizzata e realizzata di fretta. 
Sono profondamente grata a Michael ed Eleonora di Burro e Miele per la loro scelta di una sfida sul miele che si è rivelata interessantissima.
Io lo sapevo che avrebbero tirato fuori qualcosa di specialissimo, infatti nessuno si aspettava una sfida su un ingrediente specifico.
Diciamo che ci siamo rimasti tutti come dei baccalà


e quindi baccalà sia!




Mi ero preparata un sacco di cose da dire e raccontare sul miele che adoro, ma i pensieri mi impediscono di mettere a fuoco alcunchè, quindi beccatevi la ricetta che mi è proprio piaciuta tanto.


BIGNÈ CON BACCALÀ CREMOSO AL CARAMELLO DOLCEFORTE

I bignè  (ricetta dal libro “La scienza della pasticceria, la chimica del bignè” di Dario Bressanini)
160 g di farina per pane
250 g di acqua
100 g di burro
4 uova medie
3 g di sale



In una pentola scaldate acqua, burro e sale portandoli a bollore vigoroso in modo da disperdere il burro nell’acqua. Appena bolle forte aggiungete la farina tutta insieme e mescolate con un cucchiaio di legno per circa un minuto finchè no si formerà una pasta densa. Abbassate il fuoco e lavorate la pasta per qualche altro minuto finchè non sarà più appiccicosa e si staccherà dalle pareti formando una palla.
Trasferite la pasta nella ciotola dell’impastatore e lavorate piano per farla raffreddare sotto i 60° cioè sotto la temperatura di cottura delle uova.
Intanto in una ciotola battete le uova incorporando un po’ di aria. Quando l’impasto sarà abbastanza freddo cominciate ad aggiungere le uova in tre o quattro riprese mescolando lentamente incorporando aria all’impasto che deve essere cremoso e abbastanza sostenuto da mantenere la forma quando si estrae dalla sac a poche.
Mettete l’impasto in sac a poche con bocchetta liscia da un centimetro e depositate dei mucchietti da circa 4 centimetri di diametro su una teglia coperta di carta da forno. Se invece volete fare gli eclaire depositate sulla carta da forno dei bastoncini lunghi circa 6 centimetri . Con un dito bagnato di acqua lisciate le punte e le imperfezioni.
Scaldate il forno a 215 °C per circa 15 minuti finchè saranno ben cresciuti, poi abbassate la temperatura a 175 °C e cuocete ancora 10 o 12 minuti per farli asciugare bene.
Fate un piccolo taglio equatoriale e lasciate ad asciugare nel forno spento e leggermente aperto.

La crema di baccalà

300 g di polpa di baccalà dissalato al punto giusto
300 g di patate
sale
1 bicchiere di latte intero
Poco olio extravergine di oliva
Pepe nero

Scaldate un tegame poco olio e mettete a rosolare il baccalà dal lato della pelle. Appena rosolato versate il latte, macinate un poco di pepe, abbassate il fuoco, coprite e fate cuocere lentamente per 10 minuti.
Togliete i pezzi di baccalà dal fondo di cottura, eliminate la pelle e metteteli nel boccale per frullarli.
Nel fondo di cottura fate cuocere la patata a bastoncini sottili, salando solo se necessario e aggiungendo un poco di latte o acqua se asciuga troppo.  Tenere in caldo.
Trasferite le patate nel boccale con il baccalà, mettetene un po’ meno rispetto al pesce, e riducete a crema aggiungendo un poco del fondo di cottura se necessario. Correggere sale e pepe e tenere al caldo.

Cavolo rosso agrodolce

300 g di cavolo rosso
300 g di cipolla rossa
1 mela annurca
Foglia di alloro
100 g di aceto di mele
2 cucchiai di miele di erica
½ bicchiere di traminer
Olio
Sale
Pepe

Affettare finemente cavolo e cipolla e saltare in padella con olio. Salare e pepare. Bagnare con il vino, far sfumare, poi aggiungere la mela non sbucciata a dadini piccoli. Fare insaporire un momento, poi aggiungere miele e aceto. Lasciare cuocere, a fuoco basso e semi coperto, per circa 15 minuti. Le verdure dovranno essere cotte, ma non spappolate e il liquido tutto assorbito. Tenere in caldo



La glassa agrodolce

2 cucchiai di miele di erica
1 cucchiaino di pasta di peperoncino tailandese
1 o 2 cucchiai di aceto di mele
sale

In un pentolino unire tutti gli ingredienti e fare bollire qualche minuto fino ad ottenere un caramello agrodolce e salato. Se tende a solidificare troppo aggiungete poco aceto. Raffreddando solidifica ulteriormente












Poco prima di servirli, aprite i bignè o eclaire a metà e farciteli con la spuma di baccalà.
Chiudete parzialmente in modo che si veda la crema e glassate con il caramello intiepidito.
Serviteli subito sopra un cuscino di cavolo rosso







Questa ricetta partecipa all' MTChallenge n.54 di febbraio



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lunedì 1 febbraio 2016

MTC 53: IL VINCITORE E'...............................

Lo so che vi state rodendo per sapere chi ha vinto, ma non ve lo dico subito subito (tanto lo so che correte sotto a guardare)
Prima voglio ringraziare (!) Monica e Luca di Fotocibiamo per avermi passato il testimone (vepossino)
Poi voglio ringraziare tutti voi per aver apprezzato il tema della gara e per aver partecipato con grande entusiasmo, grande professionalità e serietà, grandissimo sentimento.
Delle 227 ricette in gara non ce n'è stata una banale e sciatta, ma non ci sono stati neanche gastrofighettismi, neanche uno! Ormai mi conoscete, io sono molto "di panza e di sostanza" e il gastrofighettismo mi fa venire l'orticaria; ebbene nessun post fuori dalle righe nonostante abbiate presentato minestre elegantissime.
Ho letto le ricette una per una (qualcuna devo ancora commentarla, lo farò al più presto) dedicando a ognuna tantissimo tempo perchè tutti, ma proprio tutti i post sono pieni di sentimento, storia, cultura, amore e anche dolore. Mi sono commossa a ogni riga, ho viaggiato su e giù per l'Italia e in giro per il mondo conoscendo tradizioni locali, e tradizioni di famiglia, storie personali e storie di popoli legate indissolubilmente al cibo servito in tavola.
Avete mobilitato un esercito di nonne che me le vedo tutte insieme, col grembiule e il mestolo in mano, a chiedersi l'un l'altra "cosa è successo? guarda te che ci hanno scomodato per quella minestra che da piccola non gliela facevi mangiare manco a legnate e ora? Ora guarda come l'hanno fatta bene, è anche più bella della mia...... e guarda che hanno pure raccontato di noi.... " E stanno li tutte soddisfatte.
Avete raccontato con entusiasmo le tradizioni locali di un luogo che amate o dove avete lasciato il cuore, facendoci scoprire ingredienti sconosciuti e ricette nuove.
Avete raccontato anche storie di popoli e paesi a noi lontani.
Avete messo il vostro cuore e la vostra anima in quei post condividendo pezzetti di vita anche dolorosi insieme alla zuppa che ve li ricorda, o che vi ricorda come li avete ormai superati.
Ebbene non mi aspettavo che scrivere di una minestra portasse a tanto ed è bellissimo, vuol dire che ci sentiamo bene in questa sfida, con queste  persone!

Ma veniamo al dunque, alla fine bisognava scegliere purtroppo, perchè comunque il vincitore è uno e tutti gli altri sono secondi, come dice Alessandra.


...e invece NO! stavolta i vincitori sono DUE! Michael e Eleonora di Burro e Miele con la loro

Goldene Yoykh con knaidelach - La penicillina ebraica





Questa ricetta è stata scelta da loro per raccontarci della tradizione ebraica askenazita, ma anche per trasmetterci il concetto che la tradizione si evolve a seconda del tempo, luogo, disponibilità.

Questa ricetta ha anche tradizionalmente una valenza curativa e Michael ci spiega che ha anche riscontri scientifici (ma anche le nostre nonne dicevano che il brodo di pollo curava il raffreddore)

Alla fine questa ricetta è anche semplice e buonissima, ve lo posso assicurare perchè oggi a pranzo l'ho preparata (senza i knaidelach) ...e insomma, ho il marito raffreddato, quasi moribondo eh....

Questa è la ricetta a cui sono tornata sempre mano a mano che procedevo con la lettura perchè rispondeva a tutto quello che cercavo da questa gara.

Ve l'ho detto che sareste tutti da podio e questo fatto rendeva le cose sempre più difficili mano a mano che procedevo. Invece di assottigliarsi, la lista si allungava sempre di più quindi voglio segnalare qualche ricetta che mi ha colpito particolarmente e dove ho lasciato il cuore:

 La Zuppa Dolce, di Anna Maria de La cucina di qb, la Soup Joumou di Cinzia di Cindy Star blog, la Farinata con gli Stracci di Francesca di 121 gradi, la Menestra Signorina di Valeria di Murzillo Saporito, la Ciorba Radauteana di Federica de La Blonde Fenmme, il Goulach finlandese di Ilaria di Soffici, la Zuppa di Mostardelline di Monica di Fotocibiamo, la Zuppa dal sapore antico di Enrica di Coccola Time, la Minestra di mischiato potente di Roberta Cornali di Vado a vivere in Campagna, la Rebullida campagnola di Mai de Il Colore della curcuma, El Minestrun del Savini di Nora di TataNora, la Favata Sarda di Rita di Pane e Gianduia, il Passato di cicerchie alla paprika di Cristina di Poveri ma belli e buoni, Su Filindeu di Cristiana di Beuf a la mode ...... e poi tutte le altre veramente che mi hanno incuriosito per un motivo o per l'altro, continuo a guardare l'elenco pieno di segni e colori e vi citerei tutti uno per uno, chi ha usato la pagnotta o la zucca come contenitore, chi l'ha fatto di pasta, che ha fatto pani colorati e la pasta fatta in casa, chi ha sfidato la pioggia per andare in un certo negozio e chi ha ordinato ingredienti speciali per posta, insomma tutte interessanti, tutte che insegnano qualcosa ...

La più buffa? La Blody Mary Soup di Susy May di Coscina di Pollo, troppo carina la presentazione!

chi ha fatto le zuppe di aglio o di cipolla avrà per sempre il mio eterno riconoscimento, lo so sono una raffinata!

Grazie grazie a tutti, è stato un mese faticosissimo e bellissimo, ora tutti da Michael ed Eleonora a festeggiare!








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mercoledì 27 gennaio 2016

Charlotte ai marroni



 Cercando di emulare con poco  successo l'amica Ilaria, ho riprodotto in versione invernale la sua charlotte che potete trovare qui nella versione estiva.



Charlotte ai marroni

Per i savoiardi:
3 albumi
120 g di zucchero
6 tuorli
1 cucchiaino di miele di tiglio o acacia
110 g di farina
50 g di fecola
Per la bavarese alla crema pasticcera:
5 tuorli
150 g di zucchero
50 g di amido di mais
750 g di latte intero
18 g di colla di pesce
600 ml di panna liquida fresca
Semi di una bacca di vaniglia
  4/5 cucchiai di marsala
Per guarnire:
marrons glaces una scatole
cialde e bastoncini di cioccolato
zucchero a velo 
Montare i tre albumi con lo zucchero ed a parte, mescolare i tuorli con il miele. Unire il mix tuorli-miele, poco alla volta, agli albumi montati con lo zucchero, mescolando delicatamente. Inserire quindi la farina setacciata con la fecola ed amalgamare, a mano, mescolando dal basso verso l’alto, cercando di non far smontare il composto.
Con una sacca da pasticceria con bocchetta media e liscia, formare dei savoiardi di 10-11cm di lunghezza. Spolverare con abbondante zucchero a velo e nebulizzare sopra alla superficie poche goccioline d’ acqua.
Cuocere a 180°C per 20-25 minuti, fino a quando la superficie dei savoiardi si sarà leggermente crepata.
Una volta freddi, staccarli delicatamente dalla teglia 

Per la crema:
In una casseruola con il fondo spesso mescolare i tuorli con lo zucchero ed i semi della bacca di vaniglia. Incorporare l’amido di mais e stemperare il tutto con poco latte preso dai 750 ml. Aggiungere anche il restante, sempre a freddo, e portare tutto ad ebollizione, sempre mescolando, su fuoco dolce.
Quando la crema comincia a raddensare mescolare energicamente, in modo che gli eventuali grumi spariscano. Cuocere per un minuto, togliere dal fuoco, filtrarla e farla raffreddare a 40 gradi circa.
Mettere la colla di pesce a bagno in 100 ml di acqua fredda per una decina di minuti; scaldare a fuoco bassissimo fino a scioglimento ed unire alla crema pasticcera raffreddata mescolando bene. Unire anche  il liquore.
Far raffreddare tutto a 25-30 gradi. Nel frattempo montare la panna a tre quarti; la sua consistenza non deve essere troppo soda, ed unirla quindi alla crema. Amalgamare perfettamente i due composti.
Montaggio del dolce:
Imburrare ed inzuccherare un cerchio per bavarese di 20 cm circa (il mio era 23), alto almeno 8 cm ed appoggiarlo al piatto di portata.
Bagnare con poca marsala i savoiardi dalla parte piatta e foderare il cerchio disponendoli in piedi con la parte piatta rivolta verso l’interno. Foderare anche il fondo di savoiardi bagnati con poco liquore.
Versare metà  crema, disporre 3/4 di marroni sbriciolati e terminare con la crema fino a un cm circa dall’altezza dei savoiardi e riporre in frigo per almeno 6 ore.
Decorare con i marroni rimasti, le cialde, i bastoncini e ciuffi di panna montata
Nadia 

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domenica 24 gennaio 2016

Zuppa di cipolle

Eccomi....riappaio a intermittenza come le lucine dell'albero di natale...ma in questo periodo non riesco a fare di meglio purtroppo.
Ma potevo mancare questo mese in cui la Vitto per la seconda volta è la padrona di casa di questa sfida? Che poi lei se ne esce tranquilla con una cosina così semplice come una zuppa....che può sembrare fuori moda....e invece è un successone e soprattutto si son viste ricette davvero favolose!
E questo non gioca a mio favore...perché io non riesco a immaginare... ho bisogno di cose semplici in questo momento... di rassicurazione... di ritrovare fiducia.... e ho deciso di coccolarmi con un pilastro tra le zuppe...che magari non piace a tutti, ma lo si sa in partenza. Perché la zuppa di cipolle è schietta....non ti racconta favole...è quello che vedi... è certezza....e se decidi di fidarti non ti deluderà!


Zuppa di cipolle - Paola

Ingredienti per 4 persone:
500 gr di cipolle (io quelle bianche)
1 lt di brodo
40 gr di farina
50 gr di burro
1 bicchierino di brandy

8 fette di pane tostato (il mio era pane rustico con i semi)
200 gr di formaggio tipo emmental

sale e pepe q.b.

Affettare sottilmente le cipolle e metterle in un tegame con il burro. Far cuocere per circa 15 minuti a fiamma moderata finche le cipolle non diventano morbide e iniziano a dorare.
Aggiungere quindi la farina e mescolare bene. Sfumare con il bicchierino di brandy e quindi aggiungere il brodo ben caldo. Coprire e proseguire la cottura per altri 20 minuti. Aggiustare di sale e aggiungere il pepe se piace (a noi piace sempre tanto).
Nel frattempo far tostare in forno le fette di pane facendo attenzione a non farlo bruciare (come ho fatto io che ho dovuto buttare e rifare con altre fette!).
Grattugiare il formaggio con la grattugia a fori larghi, quella per le carote per intenderci.
Prendere delle ciotole che possano andare in forno, versare la zuppa di cipolle e mettere quindi le fette di pane, cospargere con il formaggio e mettere in forno sotto il gril il tempo necessario a far colorire il tutto.

Portare in tavola senza bruciarvi...e gustare in tutta tranquillità!



E con questa ricetta partecipo alla sfida numero 53 dell'MTChallenge!

Buona zuppa a tutti....un abbraccio
Paola


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lunedì 18 gennaio 2016

Torta al mascarpone e nutella





Questa torta ha fatto il giro del web, non potevo esimermi dal prepararla anch'io. Superfluo dire che ha avuto grande successo con gli amici di mio figlio

Torta mascarpone e nutella

250 g farina 00
250 g mascarpone
200 g zucchero
3 uova
i semi di una bacca di vaniglia
mezza bustina di lievito chimico
un vasetto piccolo di nutella
zucchero a velo

Nella  ciotola del Ken versare il mascarpone, la vaniglia e lo zucchero, montare con la frusta fino ad ottenere un composto liscio, unire le uova una alla volta, quindi delicatamente la farina a cui si sarà aggiunto il lievito e setacciato il tutto. Imburrare uno stampo di cm 22/24 a seconda se si vuole più o meno alta, il mio era cm 22. Versare metà del composto nella teglia, su questo la nutella a cucchiaiate, terminare con il resto del composto. Infornare a 180° per circa 40'/45', fare la prova stecchino. Una volta fredda e sformata, spolverare con zucchero a velo.
Nadia

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lunedì 11 gennaio 2016

Crostata ai funghi porcini

  

Con un pò di ritardo pubblico quest'ottima ricetta, ormai la stagione dei funghi, buona quest'anno, è passata ma si possono utilizzare anche dei funghi congelati

Crostata ai funghi porcini


Per la pasta brisè

300 g di farina (ho usato la Petra, fantastica)
150 g di burro morbido
sale
acqua fredda q.b.
un pizzico di funghi secchi tritati

Per il ripieno

400 g funghi porcini
uno spicchio d'aglio
prezzemolo, timo, santoreggia
100 g emmenthal svizzero grattugiato
25 g farina
25 g burro
300 g latte
sale e pepe
olio evo
una manciatina di funghi secchi ammollati in acqua

Nella planetaria versare la farina, il burro a pezzetti, sale e pepe, e un pizzico di polvere di funghi secchi tritati finemente. Iniziare ad azionare la frusta k e mano mano aggiungere tanta acqua fredda quanto serve per formare un composto omogeneo.  Stendere la pasta tenendone da parte 1/4 e foderare una tortiera con fondo amovibile cm 24 di diametro. Porre la tortiera in frigorifero per almeno 30'.
Mondare i funghi, tagliarli a tocchi grossi e rosolarli in padella con olio, un grosso spicchio d'aglio e una manciatina di funghi secchi tritati. Fare solo insaporire bene, unire un cucchiaio di prezzemolo tritato,le foglie di due rametti di timo, lo stesso di santoreggia, spegnere e fare raffreddare.
Con la farina, il burro e il latte preparare una besciamella, salare e fare raffreddare. Quindi unire i funghi e il formaggio. Riempire con questo composto il guscio di pasta brisè. Con la pasta tenuta da parte, formare delle strisce da stendere a grata sul ripieno oppure fate come me, usate il rullo per fare i rombi.
Infornare a 180° per circa 30'.
Consiglio di servirla leggermente intiepidita
Nadia













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